In questo articolo si parla di:

 

Dati Tecnici

Tomaia in tessuto e materiale sintetico ghetta antidetriti incorporata e protezione in TPU sulla punta; trattamento idrorepellente DWR.
Allacciatura composta da singolo rotore Boa System con lacci in acciaio rivestiti da nylon.
Plantare anatomico Charged, estraibile.
Intersuola in schiuma Micro G a tutta lunghezza. Differenziale 4,5 mm.
Suola in mescola di gomma Michelin con disegno del battistrada Wild Gripper.

Il test

La Speed Tire Ascent Mid si tratta nostro avviso di una scarpa per la stagione fredda o per l’uso estivo in quota, in quanto la fodera in materiale soft shell, avvolgente come un calzino, ha una buona termicità oltre che essere dotata di un trattamento DWR in grado di mantenere il piede asciutto a lungo.

Allacciatura

Pur non essendo noi grandi fan del sistema di allacciatura Boa su scarpe da running, questo è un modello che in qualche modo ci ha fatto ricredere, segno che forse, più che di Boa si-Boa no, la questione sia che su alcune tipologie di scarpe, sviluppate specificatamente con questo sistema di allacciatura esso svolge la sua funzione egregiamente, mentre di altri modelli nati tradizionali e poi rivisitati in nuove versioni con Boa non si può dire lo stesso.La costruzione “a calzino” infatti della fodera e la sufficiente struttura della tomaia esterna fanno si che non ci siano punti di pressione del cavo e l’assenza di una linguetta tradizionale evita che questa si arricci allo stringere del rotore che va a così a dare una pressione uniforme su tutto il piede. L’ottimo avvolgimento si sente anche in situazioni di single track stretti in contropendenza dove il piede è ben bloccato all’interno della scarpa e il taglio mid offre un supporto maggiore.

Suola

Si tratta a nostro avviso di una scarpa fatta per “correre”, ovvero che offre il suo meglio su sentieri molto corribili e non tecnici, pur essendo molto alleggerita rispetto alla sua sorella Fat Tire infatti le caratteristiche di questa suola Michelin a nostro avviso permangono.  Proprio come un copertone da mtb essa si adatta in modo estremamente dinamico alla struttura del terreno, suddividendo il carico del peso del runner su tutta la superficie di appoggio. Questo garantisce un ottimo grip e reattività su terreni dove appunto l’appoggio è ampio ma non a nostro avviso sui terreni veramente tecnici e molto ripidi, per intederci dallo scrambling in giù. La tassellatura molto fitta e fine è perfetta per terreni erbosi, di terra battuta (purché asciutta) o ghiaiosi (perfettamente adatta per esempio anche alle strade bianche con sassolini scivolosi). Non certo a gare su terreni molto morbidi e fangosi o addirittura nevosi causa la carenza di chiodi molto lunghi e distanziati. E nemmeno la possiamo consigliare su quelle gare alpine estremamente tecniche, come skyrace su terreni rocciosi dolomitici dove spesso il piede si trova a lavorare in appoggio di avampiede/punta. È dunque una scarpa perfetta per quelle gare dove la gamba va “lasciata correre”, su pendenze costanti. Qui si apprezza la sua morbidezza d’impatto nonostante il suo peso leggero, dato non solo dall’intersuola ma anche dalla stessa costruzione della suola che da una sensazione di scaricare gli impatti su una superficie molto ampia.

Per rilevare queste caratteristiche l’abbiamo testata in situazione molto diversi, da sentieri molto tecnici  e rocciosi (e perfino attrezzati in alcuni punti) come la salita al Cancervo, in media Valle Brembana, in condizioni invernali innevate fino alle piste ciclabili o ai ripidi terreni in terra battuta dei boschi della bassa valle Imagna. Ci è piaciuta molto la sua risposta reattiva nelle curve ripide a tornanti in terra battuta così come la sua tenuta sui ripidi prati anche in traverso. Molto apprezzato anche il drop ridotto per chi preferisce una corsa d’avampiede anche se la risposta all’impatto rimane molto morbida.