Franco Arese – ex mezzofondista, primatista italiano, campione europeo, imprenditore e presidente FIDAL per due mandati – il 18 ottobre scorso è riuscito in una grande impresa. Quella di riunire in unica sala, quella dell’hotel Melià di Milano, i “monumenti” dell’atletica (e non solo) italiana e internazionale per la presentazione del suo libro: “Divieto di sosta”. Davanti a un Arese emozionato ma quanto mai brillante, un parterre di grandi campioni olimpici, mondiali ed europei hanno ripercorso insieme a lui cinquant’anni di storia dello sport.

Da Gianfranco Baraldi, nove volte campione italiano, a Livio Berruti che ha ricordato i tempi dei raduni in Finlandia, fino a Fabrizio Donato, ultima medaglia azzurra a cinque cerchi a Londra 2012. Passando per leggende internazionali come i “finlandesi volanti” Lasse Viren e Pekka Vasala, cinque titoli olimpici in due. Quest’ultimo autore anche di una simpatica “carrambata” sul palco dell’hotel Malià. Quarantacinque anni dopo, il campione olimpico dei 1.500 metri ai Giochi di Monaco di Baviera 1972 ha voluto ridare ad Arese quel paio di chiodate (firmate adidas) che lui stesso gli regalò quando, a detta sua, non era ancora nessuno. Arese ha colto quindi l’occasione per un gustoso aneddoto: le celebri “tre strisce” furono in realtà inventate dal marchio finlandese Karhu (ora di proprietà dello stesso Arese). Negli anni ’50 furono poi vendute ad adidas in cambio di una modica cifra e un paio di bottiglie di whiskey…

Tornando all’evento, seduti in prima fila c’erano anche l’ex cestista Dino Menegnin e Novella Calligaris, la più famosa nuotatrice di tutti i tempi, prima medaglia olimpica del nuoto italiano e prima primatista mondiale. Un tuffo malinconico ma bellissimo nel glorioso passato dell’atletica e, in generale, dello sport. Tra ricordi ancora vivi, goliardate e continue rincorse a nuovi record. Il pretesto la presentazione della biografia di Franco Arese raccontata in un libro scritto insieme a tre giornalisti sportivi che gli sono stati sempre vicini, anche come amici e compagni di squadra. Gianni Romeo, Franco Fava e Fabio Monti si sono spartiti il lavoro dividendo la storia della vita di Arese in tre fasi: le prime competizioni fino ai primi successi, la stagione agonistica con vittorie, record e medaglie, e con esperienze per quell’epoca pionieristiche come i ritiri all’estero e la scoperta delle gare indoor in America, fino alla vita post-carriera atletica da imprenditore di successo e dirigente sportivo. Arese è stato infatti per 31 anni presidente di ASICS Italia, ha guidato la FIDAL dal 2005 al 2012 e oggi, insieme ai tre figli, è al comando della storica azienda finlandese Karhu, come anticipato. Il libro è arricchito da foto inedite e stralci di articoli che danno l’idea di quanto il mondo dello sport sia cambiato in mezzo secolo, e dalla prefazione firmata da un altro noto giornalista sportivo come Gian Paolo Ormezzano.

Il risultato di questo lavoro di squadra è un racconto che ripercorre il passato per risvegliare emozioni vere. Perché – come ha ricordato l’ex triplista e lunghista italiano Beppe Gentile durante la presentazione – per rilanciare l’atletica e tornare a motivare i giovani occorre far leva sui sentimenti.