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Diadora, lo storico brand sportivo italiano fondato nel 1948, ha chiuso il 2017 con un fatturato di 165 milioni di euro (escluse le licenze), crescendo dell’8% rispetto al 2016. 
Proprio in Italia l’azienda realizza il 61% del suo fatturato, mentre tra i principali mercati esteri seguono la Francia, la Germania, gli UK e gli STati Uniti. Diadora non ha ad oggi progetti in ambito retail, la crescita di fatturato è quindi interamente guidata dal wholesale.

“Nel 2009 il piano di rilancio di Diadora è partito da una ridefinizione dei brand values: Diadora è un’azienda sportiva e quindi ogni progetto e ogni iniziativa devono fondarsi su questo DNA ed essere poi declinati in altri ambiti, come il lusso, lo streetstyle o l’utility”, ha spiegato Enrico Moretti Polegato, Presidente e AD di Diadora, intervistato a Pitti Uomo 93. “Un altro valore chiave su cui abbiamo basato il rilancio è l’italianità del marchio, perseguito sia in termini di design che attraverso il reshoring: abbiamo, infatti, riaperto una linea produttiva nella sede di Montebelluna per le limited edition e i progetti speciali, che ci consente di preservare il know how nelle calzature sportive presente sul territorio attraverso la formazione di nuove leve di artigiani, e stretto accordi di produzione con partner italiani. Nel medio periodo stimiamo di arrivare al 7% della produzione realizzata in Italia”.

A Pitti Uomo 93, Diadora ha presentato la nuova collezione Heritage FW2018. La capsule Design propone una rielaborazione in chiave moderna dei modelli più rappresentativi del marchio, come B.Elite, presentato in pelle spazzolata tinta unita blu notte, apertura elastica senza lacci, e suola in eva. Il modello Boot H, nuova versione del mountain boot, è proposto invece con tomaia in nylon e pelle dai motivi lineari, proveniente dagli archivi dell’azienda del 1981, montata su una suola moderna.

Fonte: FashionNetwork.it