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La Federazione Italiana di Atletica Leggera, a quasi tre anni dalla nascita di Runcard, ha promosso un convegno nel quale la corsa era al centro dell’attenzione di addetti ai lavori, studiosi, giornalisti, manager, decisori politici, stakeholder. Una giornata dedicata alla cosiddetta “Runeconomy”, ossia tutto ciò che ruota intorno al fenomeno, dal turismo sportivo fino alla pianificazione urbanistica con aree running-friendly, dalla promozione di stili di vita sani alla “felicità” dei runner come termometro dello stato di salute della nazione.

È proprio questo innovativo sistema economico, che produce benessere umano ed equità sociale, al centro dell’evento “Runeconomy: le nuove frontiere del running”, convegno che si è tenuto mercoledì 23 maggio scorso, presso il Salone d’Onore del CONI a Roma, e al quale abbiamo partecipato anche noi. L’evento aveva come scopo quello di indagare tutto ciò che si muove intorno al fenomeno del running in Italia: dalle sue implicazioni economicamente rilevanti, al link virtuoso con i flussi turistici dedicati, alle iniziative di trasformazione urbana legate alla corsa, fino alla relazione con la prevenzione delle malattie da sedentarietà.

“Da qualche anno – ha dichiarato il presidente FIDAL Alfio Giomi – abbiamo iniziato a valorizzare un mondo, quello della corsa di massa e non agonistica, che fino a quel momento non era del tutto inglobato nell’attività della Federazione. In molte parti del mondo è ancora così. Il running è atletica, questo è evidente a tutti: con l’atletica condivide gesti, persone, professionalità, manifestazioni e valori. Ma questo convegno è importante perché prende atto di un cambiamento e in questo senso è la prova tangibile che le Federazioni stesse sono cambiate: sanno parlare e confrontarsi con le nuove realtà, sia sportive che sociali. Rappresentano l’associazionismo sportivo, e per questo sono diventate una agenzia educativa primaria e fondamentale. Non si occupano più in modo esclusivo di quello che resta il loro primo obiettivo, ovvero quello di vincere le medaglie”.

“Il running – continua il Segretario Generale FIDAL Fabio Pagliara – è ormai da considerarsi una passione collettiva che in Italia coinvolge ogni anno 6/7 milioni di persone, con importanti ricadute di natura sia sociale che economica. Sulla scia di Runeconomy  nascerà CREA, un osservatorio permanente sul running e sulla Sporteconomy. “Connecting Running Economy with Athletics”: questo significa CREA, un tema che oggi approfondiamo interrogando stakeholder e addetti ai lavori su tre direttrici: l’economia del running, intesa come indotto spontaneo e organizzato del fenomeno-corsa, il ridisegno delle città a misura di runner, come intervento di pianificazione urbanistica e sociale, la scoperta del FIL, la Felicità Interna Lorda, che deriva da una popolazione sempre più attenta a stili di vita sani con lo sport come stella polare”.