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Mercoledì 27 giugno si è svolto a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo, un dibattimento in merito alla campagna Save the Blue Heart of Europe che ha coinvolto diversi politici, media e ONG. Il documentario Blue Heart, prodotto dalla società attivista Patagonia, è stato proiettato per far luce sulle realtà di questo “tsunami di dighe” pericoloso per l’ecosistema, per le specie animali e per le persone. I temi chiave sollevati durante il dibattimento sono stati la transizione energetica e l’adozione di modelli decentrati, la devastazione causata da piccoli progetti idroelettrici e l’impatto dell’attivismo locale.

 È stata discussa la questione della protezione degli ultimi fiumi selvaggi d’Europa nella penisola balcanica dalla minaccia di 3.000 progetti idroelettrici proposti, insieme alla domanda: quale ruolo può svolgere l’UE per garantire uno scenario vantaggioso per tutti, salvaguardando la natura, per realizzare un futuro sostenibile e a bassa emissione di carbonio?”.

I rappresentanti della Commissione hanno dichiarato di prendere sul serio le preoccupazioni di queste comunità locali. I membri hanno accolto con favore le prove che colpevolizzano i tribunali nei Balcani, prendendo in seria considerazione le lamentele delle comunità colpite come Kruščica, Valbona e Vjosa, dal momento che una buona governance è più che necessaria. Una petizione che chiede alle banche di smettere di investire nella distruzione degli ultimi fiumi selvaggi in Europa ha raccolto finora oltre 120.000 firme in tutto il mondo, e recentemente è stata consegnata a mano alla sede londinese della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Il film Blue Heart ha ricevuto oltre 250 richieste di proiezione soltanto in Europa, continuerà ad essere mostrato a festival ed eventi internazionali e sarà inoltre lanciato su iTunes e Amazon il 21 agosto 2018.

Ph. J.Alden