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Presentato oggi, 27 novembre, presso il Salewa Store di via Garibaldi a Milano, il Sustainability Report 2017 del gruppo. Una occasione, per il nuovo ceo Christoph Engl e per Ruth Oberrauch, membro della famiglia proprietaria  e sustainability manager, di immergersi nel cuore pulsante di quella Milano così distante dalle montagne eppure così desiderosa di esplorarne i molteplici orizzonti. E che per farlo deve, ovviamente, essere ben equipaggiata.

Christoph Engl

“In Oberalp la sostenibilità è un valore condiviso – ha esordito Christoph Englsia per quanto riguarda gli aspetti produttivi sia per quanto concerne le persone. Perchè non basta produrre, o approvvigionarsi da realtà che a loro volta non danneggino l’ambiente, ma bisogna avere un occhio di riguardo anche per le persone e per le rispettive condizioni lavorative. Ad esempio il gruppo collabora con organizzazioni come Fair Wear Foundation, una delle più severe associazioni non-profit dell’industria tessile, che si occupa della tutela dei diritti dei lavoratori della supply chain tessile. Anzi annuncio con orgoglio che a settembre 2018 Oberalp ha visto riconfermato lo status di Leader che Fair Wear Foundation riconosce ai membri più virtuosi: il gruppo ha infatti realizzato nelle fabbriche dei propri fornitori audit relativi alle condizioni e ai diritti dei lavoratori equivalenti al 97% del proprio volume di produzione tessile“.

Per Oberalp la sostenibilità è un argomento davvero importante, imprescindibile ci verrebbe da dire, tanto che da 8 anni a questa parte quello che in passato era semplicemente parte della cultura manageriale del gruppo, è cresciuta fino a diventare un reparto aziendale e a sé stante:  il sustainability team è composto interamente da donne e agisce all’interno di tutti i marchi di proprietà, sostenendo l’implementazione della strategia di sostenibilità.

Tanto è stato fatto, ma tanto c’è ancora da fare.

Ruth Oberrauch

Ci sono temi su cui stiamo lavorando per fare concreti passi avanti anno dopo anno. Tra questi l’adozione volontaria di una lista di sostanze chimiche soggette a divieti o a restrizioni che va oltre i parametri fissati per legge, la collaborazione con Bluesign e Oeko-Tex, due organizzazioni che si pongono come obiettivo la riduzione dell’impatto dell’industria tessile sugli umani e sull’ambiente, o ancora la progressiva adozione di trattamenti senza PFC, che oggi sono già usati in oltre il 65% della nostra collezione – ha commentato Ruth Oberrauch. – Altro tema importante è quello delle microplastiche: Oberalp Group è tra i primi produttori del settore outdoor a far parte del Microfiber Consortium di EOG, sostenendo tre progetti di ricerca che cercano nuove soluzioni contro il rilascio nell’ambiente delle fibre microplastiche ad ogni lavaggio in lavatrice.”

Oltre allo sviluppo di prodotti sicuri e durevoli, tutti i marchi del Gruppo Oberalp stanno adottando soluzioni per ridurre la propria impronta in termini di rifiuti provenienti dalla produzione, anche grazie a diversi progetti di riciclo che innescano un meccanismo virtuoso di economia circolare.

La cintura prodotta con gli scarti di lavorazione delle pelli di foca Pomoca

 

Orto Salewa: l’iniziativa di solidarietà sociale del Gruppo Oberalp in collaborazione con associazioni di volontariato locale, per offrire una possibilità di integrazione e formazione ai profughi residenti a Bolzano – foto: Matteo Groppo

I residui di lavorazione nella produzione delle pelli da scialpinismo Pomoca sono riutilizzati per realizzare cinture e altri accessori; gli striscioni pubblicitari del Gruppo Oberalp vengono trasformati in borse e i residui delle lavorazioni tessili diventano tee-shirt, giacche e guanti. Per avere un ulteriore contributo creativo, il gruppo ha avviato una collaborazione con la Facoltà di Arti e Design della Libera Università di Bolzano e il laboratorio protetto per persone con disabilità Trayah di Brunico. Il risultato è stata la trasformazione di tremila vecchi appendiabiti del marchio Salewa (non più utilizzabili dopo il cambio di logo) in nuovi oggetti di design. Inoltre, il gruppo è attivo anche con diversi progetti sociali. Ad esempio, l’assemblaggio di tutti gli attacchi da scialpinismo del marchio Dynafit viene effettuato da persone con disabilità, mentre il progetto Orto Salewa offre ai rifugiati di Bolzano la possibilità di svolgere un’attività utile e gratificante, di imparare le basi dell’agricoltura biologica e di entrare in contatto con la popolazione locale.

Non da ultimo, il rinfresco al termine della conference è stato realizzato con prodotti a km zero  e provenienti, appunto, dall’Orto Salewa.

Oberalp Group – per ulteriori info clicca QUI