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Il negozio di running, situato nel quartiere Isola di Milano e inaugurato ufficialmente lo scorso 29 novembre, ha attirato molti visitatori, tra i quali c’eravamo anche noi di Running Magazine. 

Troppo riduttivo chiamarlo negozio. Appena si entra, la progettazione degli spazi e l’arredo guidano il visitatore in un’area unica dove il registratore di cassa è volutamente nascosto, per fondere l’esperienza di acquisto e di vendita in un’unica passione, quella per il running in tutte le sue accezioni. Un lungo tavolo in legno dal design moderno e il bancone bar adibito ai caffè, alle colazioni e al pranzo, lasciano intuire che qui non si viene solo per comprare scarpe o abbigliamento da running.

Qui si può trovare il confronto e il supporto per realizzare i propri obiettivi, siano essi un’uscita di trail running in notturna, un “giro turistico” della città all’alba, o la preparazione di una maratona. Chi entra da Runaway può anche semplicemente bere una spremuta, fare una chiacchierata con uno dei tre soci, Luca, Carlo o Filippo, tra gli scaffali ben divisi e ordinati dove i prodotti sono disposti con la stessa cura con cui è stato creato questo ambiente. 

Insomma, entrando in questo spazio ha la possibilità di uscirne con qualcosa in più che non sia solo un paio di scarpe. Perché oggi la differenza per un negozio specializzato è vendere un servizio di qualità, ancor più del prodotto.

Abbiamo intervistato uno dei tre soci, Luca Podetti, che ci ha raccontato com’è nata l’idea di aprire Runaway.

Come e da quanto ti sei avvicinato al mondo running?

Per caso a fine 2011, un amico che non c’è più mi ha visto camminare al Monte Stella. L’ho seguito correndo, poi dopo un mese la prima gara da 10 km e poi a seguire maratone e ultra trail.

Perché e quando hai deciso di aprire un negozio specializzato sul running?

Ho lavorato per 6 anni, dal 2007 al 2013, come architetto. Poi la passione sempre più forte per lo sport ha fatto sì che entrassi in società in un negozio specializzato, ma è sempre stato un mio sogno avere un negozio tutto mio, che fosse diverso dai classici negozi di running, con un’offerta più ampia di servizi.

Potete leggere il seguito dell’intervista nel numero di gennaio di Running Magazine scaricabile online