26 Marzo 2019

Si è corsa all’insegna di un caldo quasi estivo (e qualche polemica live e sui social) la 48esima edizione della Stramilano a cui hanno partecipato oltre 60.000 appassionati runner.

Più di 8.000 gli atleti, italiani e internazionali, che quest’anno hanno percorso i 21,097 km partendo da Piazza Castello al tradizionale colpo di cannone. A dominare lo strapotere keniota con Vincent Kibor Raimoi, che ha conquistato il gradino più alto del podio maschile con l’eccellente tempo di 1h00’10”, Priscah Jeptoo che ha tagliato il traguardo in 1h08’26” dopo due anni di stop dovuti a problemi alla schiena e alla nascita del suo bambino.

Ma ora l’Italia della Stramilano si divide tra la gioia per il giovanissimo atleta italiano Lorenzo Dini – allenato dal campione olimpico Stefano Baldini – che ha conquistato il 5° posto segnando il proprio record personale con il tempo di 1h03’35”, e le polemiche per la mancanza d’acqua e le file chilometriche ai ristori.

Foto di Giancarlo Colombo

Tanti i commenti negativi pubblicati nelle ore successive sulla fanpage dell’organizzazione che per ora non hanno ancora ricevuto risposta, nonostante siano stati ripresi sui vari media. Si legge su Facebook: “Ho visto gente che raccoglieva bottigliette per terra. Io e altri ci siamo dovuti fermare a comprare l’acqua in un bar“. “Gara internazionale organizzata logisticamente come una 5 km di paese“. “Troppo troppo spreco, palloncini inutili, confezioni delle medaglie inutili, bottigliette d’acqua buttate a terra dopo aver bevuto un sorso, sacchetti di patatine, plastica, plastica e ancora plastica“.

E intanto nelle loro orecchie risuona ancora quel “Milano è pronta per le Olimpiadi” pronunciato con convinzione da Giuseppe Sala. Il sindaco della città.