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“Be part of the future”. Questo il leitmotiv dell’edizione 2019 delle fiere biennali Techtextil e Texprocess, che ha avuto luogo al Fair & Exhibition Centre di Francoforte dal 14 al 17 maggio. Punto di riferimento nel settore dei tessuti tecnici e nel campo delle innovazioni tecnologiche per i processi di produzione e lavorazione (design, taglio, rifilatura, stampa, nobilitazione e finissaggio) dei materiali, l’evento ha dato seguito alla crescita del 2017, facendo registrare un aumento nell’affluenza complessiva e una presenza quanto mai internazionale.

In totale sono stati 1.818 gli espositori (di cui 1.501 per Techtextil e 317 per Texprocess) e oltre 47.000 i visitatori, provenienti rispettivamente da 59 e 116 Paesi diversi. A fronte dei 421 espositori tedeschi, oltre il 70% delle aziende e delle associazioni presenti erano di estrazione internazionale, con Italia (134), Cina (113) e Francia (103) in prima fila.

Dallo sportswear al fashion, dal workwear all’abbigliamento outdoor, dal footwear ai tessuti più versatili: tanti gli ambiti di applicazione e i segmenti di mercato interessati, con un costante focus sulle performance dei materiali e lo sguardo proiettato al futuro. Nello spazio “Urban Living – City of Future”, infatti, l’attenzione è stata rivolta all’importanza dell’innovazione in questo settore. “E il bello è che in questa fiera è stato possibile affrontare la tematica a un livello veramente alto, considerando che il 100% dei presenti erano dei veri e propri specialisti”, ha aggiunto Jorg Perwitzschky, director of marketing per Bayern Innovativ.


“Towards sustainability” è stato il motto del Techtextil Forum, appuntamento dedicato esclusivamente alle innovazioni tessili sostenibili, un tema assolutamente centrale nell’edizione 2019. Per la prima volta, tra i tradizionali Awards sono stati assegnati due riconoscimenti per le soluzioni più innovative dal punto di vista della riduzione dell’impatto ambientale. Il primo è stato conferito a un gruppo di lavoro composto da Comfil (Danimarca), Chemosvit Fibrochem (Slovacchia), Fraunhofer Institute for Chemical Technology ICT (Germania), Technical University of Denmark e Centexbel (Belgio) per BIO4SELF, i compositi polimerici autorinforzati completamente bio-basati su fibre PLA con applicazione nell’industria sportiva, automobilistica e medica. Il secondo, invece, è andato a Picasso (e ai suoi partner: Centre for Nanotechnology and Smart Materials, Tintex, Ervital, Bioinvitro Biotecnologia e CITEVE), una joint venture portoghese per lo sviluppo di un processo di colorazione e di funzionalizzazione per capi a base di estratti naturali da residui di funghi e piante.