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16 Ottobre 2019

Michele Graglia, l’ex fotomodello convertito all’ultra running, ha compiuto un’altra impresa. Sì, impresa, perché quando un’avventura prende connotati tecnici e numeri come questi è assolutamente un’impresa.

Michele – unico italiano ad aver vinto la massacrante Badwater nel deserto della Death Valley (217 km su asfalto a 53° di temperatura) e già recordman nell’Atacama Desert Crossing (925 km in Cile) – ha attraversato di corsa il deserto del Gobi, nel sud della Mongolia.

Mentre in passato altri lo avevano già attraversato da nord a sud o camminando, lui, scegliendo di percorrerlo da est ad ovest ovvero nella distanza più ampia, è diventato il primo uomo al mondo a correrlo nella sua integrità.

La traversata ha avuto nel vento e nelle temperature estreme – molto caldo di giorno e incredibilmente freddo la notte – i due avversari maggiori. Ma anche il calpestio non è stato facile.

Ghiaia, terra, sassi e sabbia, tanta sabbia, hanno reso difficili gli appoggi e quasi impossibili le spinte ottimali, ma questo non ha fermato l’andatura di Michele che con una media di oltre 73 km al dì, in 23 giorni, 8 ore e 46 minuti ha percorso 1.703 km.

L’impresa è stata possibile grazie all’intervento della Transperfect, leader mondiale nelle traduzioni industriali, nelle vesti di main sponsor, e supportata da un team di supporter tecnici quali La Sportiva per calzature, abbigliamento e zainetto, Ferrino per tende, sacco a pelo e gadget da campeggio, SH Plus per gli occhiali, Theragun per il recupero fisioterapico, Ledlenser per le luci frontali e quelle da campo, e O’Live olio bio organico fondamentale nell’alimentazione dell’atleta.

A seguire l’ultra runner per tutta la sua avventura, un team tecnico tutto italiano composto da Dino Bonelli (fotografo e coordinatore logistica), dal dott. Lorenzo Lanzillotta (dottore e responsabile alimentazione) e da Michele Delucis (film maker). Mentre per la logistica dei campi tendati ci si è avvalsi di un team locale di otto persone, ottimamente coordinate dalla splendida Alma.

Le guide locali sono state anche indispensabili per individuare il tracciato più adeguato tra le tantissime e confusissime piste che solcano l’intero Gobi. Michele Graglia ora, soddisfatto del risultato, guarda avanti puntando la prossima avventura già pianificata per l’autunno 2020: l’attraversamento dell’intero Sahara, dalla costa ovest della Mauritania a quella est del Sudan, con una previsione di correre oltre 6.000 km. Chapeau…

Testo e foto: Dino Bonelli