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Con una presenza quasi trentennale, Verona Runner è ormai una realtà storica tra gli specializzati del settore. Dove il rapporto con il cliente si cura ogni giorno con il know-how e la passione, per offrire un’esperienza in-store esclusiva per ogni runner.

Una carriera podistica importante e un marchio di abbigliamento tecnico, Joker Sport, che ancora oggi si fa strada nel settore dell’abbigliamento tecnico, hanno spinto quasi trent’anni fa Paolo e Francesco Marucco ad aprire il loro punto vendita specializzato, Verona Runner, per soddisfare la richiesta sul territorio di un numero di podisti sempre in aumento.

Ancora oggi questa realtà è un punto di riferimento per molti runner, e vuole esserlo anche per le generazioni future. Ce lo racconta Andrea Portaluppi, responsabile e amministratore del negozio.

Da che tipo di esperienza lavorativa provieni?

Negli ultimi 10 anni ho prevalentemente ricoperto il ruolo di venditore e di rappresentante in altri ambiti lavorativi, automotive su tutti. In qualità di promoter e responsabile commerciale ho collaborato con un’azienda di integrazione sportiva di Verona negli ultimi 2 anni. Sono runner e triatleta.

Come’è nata l’idea di aprire il negozio di Verona Runner?

Nel 1991, dopo anni di militanza nelle varie squadre agonistiche della zona di Verona e grazie all’esperienza nel campo del Team Line con Joker Sport, il nostro brand di tecnico, Francesco e Paolo Marucco hanno aperto il punto vendita esclusivamente dedicato al running a Verona. C’era la necessità di accontentare un bacino di podisti sempre più numeroso. Da lì è nata appunto l’idea di aprire Verona Runner.

Che tipo di esperienza vuole essere quella del vostro negozio per il cliente?

La nostra principale “mission” è quella di far capire al cliente che ogni runner è diverso dall’altro, e quindi ognuno deve avere la “sua” scarpa. Prediligiamo, dal momento che siamo specialisti, improntare un discorso a 360° gradi con il cliente, lo portiamo a ragionare su ciò di cui ha bisogno nel momento in cui sceglie i prodotti. L’esperienza deve essere “unica”, fatta di consigli ma anche di scambio di opinioni. In questo modo i nostri clienti si affezionano e non vanno altrove.

Potete leggere l’intervista completa nel prossimo numero doppio 11/12 di Running Magazine