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12 Dicembre 2019

I nuotatori, non solo professionisti, sono sempre più un profilo multisport. A decretarlo è stata un’indagine su usi e attitudini di questi sportivi condotta, nell’anno corrente, dal Boston Consulting Group. Si tratta di una ricerca quantitativa online effettuata in 4 paesi: Italia, Germania, Regno Unito e Francia (1000 interviste per ognuno) su donne e uomini dai 18 ai 65 anni. Tra gli intervistati che praticano uno sport acquatico, l’87% dichiara di praticare almeno un altro sport fuori dall’acqua. Al primo posto tra questi c’è la corsa (running e trail running), 81% in Francia, 87% in Italia, 93% in Germania e 89% nel Regno Unito. Seguono sport come il ciclismo, la palestra e il calcio.

LA RISPOSTA DI arena

Alla luce di questi risultati arena ha risposto con una linea sportswear per accompagnare i nuotatori per i quali è già punto di riferimento negli sport acquatici, anche nel resto della loro vita sportiva. Questa proposta risale già a qualche anno fa e di anno in anno vi è stata un’evoluzione. La collezione disponibile attualmente è caratterizzata da tessuti e tecnologie speciali che permettono al brand di imporsi in un mercato in cui diversi leader specializzati in questo ambito dettano già regole e tendenze.

Riguardo a questa scelta strategica, abbiamo parlato con Margherita Camilletti, brand manager swimwear e sportswear di arena.

Da dove nasce la scelta di proporre abbigliamento sportivo anche per le discipline extra acquatiche?
Dalle abitudini dei nostri consumatori, praticanti di attività acquatiche. Abbiamo un fortissimo know how dei materiali a contatto con la pelle nei luoghi più insidiosi come può essere appunto la piscina, conosciamo molto bene la dinamica del corpo in movimento, questi risultati non potevano lasciarci indifferenti. Con la linea sportswear possiamo essere al fianco dei nuotatori anche quando sono fuori dall’acqua. Offriamo loro una gamma di capi tecnici, per il training e per il running, legati a quelli per l’acqua da uno stesso concetto di “water management”. Nel caso del running la gestione richiesta dall’atleta è quella del sudore al quale sopperiamo con tecnologie avanzate di traspirazione come il Max Dry, un tessuto frutto di ricerche che si asciuga sei minuti prima rispetto allo standard di mercato di tutti gli altri poliestere (soprattutto per le magliette). Inoltre utilizziamo tessuti in grado di apparire come una seconda pelle, proprio come garantiamo con i nostri costumi.

Tutta l’intervista sarà disponibile sul numero 12 di Outdoor Magazine.