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Nei prossimi giorni la IAAF (International Association of Athletics Federations) si esprimerà in merito al divieto o meno di utilizzo in gare internazionali delle tanto chiacchierate Nike Zoom Vaporfly, le scarpe utilizzate da Kipchoge a Vienna lo scorso 12 ottobre, con le quali (o grazie alle quali?) il keniano ha infranto il muro delle due ore in maratona entrando nella storia del record. E da Brigid Kosgei che a solo un giorno di distanza, utilizzando lo stesso modello, ha conquistato la Chicago Marathon in 2h 14′ 04” , stabilendo il primato mondiale femminile. 

Diversi runner professionisti da tutto il mondo, dopo questi record stabiliti con ai piedi il modello in questione, si sarebbero rivolti proprio alla IAAF e all’Athletics Integrity Unit, sollevando critiche in merito alla tecnologia delle scarpe e alla fibra in carbonio inserita all’interno.

La IAAF avrebbe quindi aperto un’indagine con l’accusa di “doping tecnologico”. La controversia nei confronti delle scarpe nasce proprio dalla composizione in schiuma e fibra di carbonio della suola, che agisce come una molla, dando ai corridori una spinta in più a ogni passo.

L’indiscrezione di un probabile divieto del modello in tutte le gare internazionali sarebbe trapelata dal “Times”, mentre secondo la testata rivale ‘’The Guardian’’ la decisione non è ancora stata ufficializzata.

Staremo a vedere.