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Simone Leo, ultramaratoneta e autore del libro “Spostando il limite”, torna a sfidarsi in un’impresa estrema dove corsa e sopravvivenza diventano un binomio inscindibile.

Si chiama Arrowhead 135, la ultra che si svolgerà in Minnesota con start il prossimo 27 gennaio. L’atleta di Cinisello Balsamo (MI), si è allenato duramente in questi ultimi mesi per preparasi al meglio a correre 217 km al freddo polare in completa autonomia.

Nell’inverno americano, Simone disputerà la gara lungo un percorso in natura completamente innevato. Sarà accompagnato solamente dalla sua slitta, sulla quale dovrà trasportare tutto il materiale e le attrezzature (cibo, abbigliamento, tenda un fornelletto per sciogliere la neve e integrarsi, oltre che gli attrezzi di emergenza) per vivere e correre a temperature che potranno arrivare a -30 gradi durante tutto il periodo di gara, stimato tra le 45 e le 60 ore, a seconda delle condizioni meteorologiche.

L’atleta non potrà avere alcuna assistenza esterna e potrà contare solamente sull’assistenza di base offerta in tre check point lungo il percorso, nei quali potrà cambiarsi e rifocillarsi. Con lui al via ci sarà anche l’italiano, Filippo Poponesi, ultramaratoneta di Perugia.

Il percorso di gara si snoda lungo un trail selvaggio che attraversa il Minnesota da Nord a Sud. Gli atleti non potranno far altro che cercare di adeguarsi alle condizioni meteo che in questa stagione possono prevedere abbondanti nevicate, un vento gelido da Nord e improvvisi e micidiali cali di temperatura.

“Dopo aver corso in uno dei deserti più caldi al mondo, la Death Valley in California – racconta Simone – questa volta ho scelto il clima freddo e una condizione di gara assolutamente unica, per un ultramaratoneta, la completa autonomia. Uno degli elementi chiave per un buon ultramaratoneta è la capacità di resistere alla fatica, di usare la testa anche quando il cervello è offuscato dalla mancanza di sonno. Questa volta voglio mettere alla prova le mie capacità in un ambiente nuovo e ostile, per provare ancora una volta a superare il limite – sottolinea – per me sarà inoltre la prova mancante per completare il circuito americano delle 135 miglia”.

Lo scorso gennaio, arrivando al traguardo della Brasil135, ha portato a completamento le cosiddette Sette Sorelle, le 7 gare di ultramaratona più difficili al mondo. È stato il primo ultramaratoneta al mondo a concludere questo ciclo di gare che lo ha portato a gareggiare in ogni angolo del pianeta. Dalla interminabile ma iconica Atene Sparta Atene, di 490 chilometri, alla temibile Badwater, nel deserto californiano dove si superano i 50 gradi di temperatura.