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credits: ISPO.com / Columbia Sportswear Company
4 Marzo 2020

Il presidente e ceo di Columbia Sportswear Company, Tim Boyle, ha recentemente commentato l’impatto dell’attuale emergenza sanitaria sull’attività dell’azienda, presente e futura, e sulle sue strategie geografiche.

Secondo quanto comunicato da Columbia, l’anno scorso la Cina ha rappresentato il 5% del totale del fatturato netto, una percentuale che si avvicina al 15% includendo anche Giappone e Corea.

Le incognite future, ovviamente, sono tante – dalla diffusione geografica alla gravità della situazione, dalla durata dell’emergenza alle azioni che possono essere intraprese dalle autorità governative – e per questo è ancora molto difficile fare previsioni concrete. Tim Boyle, però, ha voluto sottolineare come Columbia Sportswear Company si ritenga nella posizione di poter affrontare l’emergenza e continuare, in futuro, a puntare fortemente sulle potenzialità del mercato asiatico in questo settore:

“Mentre la diffusione del Coronavirus avrà un impatto immediato sui nostri risultati finanziari in Cina, continuiamo a credere che, a lungo termine, questo Paese continui a essere una delle nostre maggiori opportunità geografiche”.

“Riteniamo che la solidità del nostro bilancio, che non prevede alcun debito a lungo termine, insieme al nostro modello diversificato di business globale, ci consentiranno di superare l’attuale avversità. E, col tempo, di sbloccare tutto il potenziale del nostro portafoglio di marchi in questo mercato”.

Columbia Sportswear Company ha comunicato che, come per molte altre società del settore, la diffusione del virus e le conseguenti misure adottate nelle zone esposte hanno inevitabilmente influenzato la loro supply chain. Sebbene solo una piccola percentuale di prodotti finiti sia realizzata su suolo cinese, infatti, gran parte dei materiali impiegate nei processi produttivi arrivano dalla Cina. Le chiusure delle fabbriche e il lento ritorno dei lavoratori hanno creato ritardi nella catena di approvvigionamento, che potranno avere ripercussioni sulla capacità dell’azienda di soddisfare pienamente la domanda dei consumatori per i prodotti della collezione SS 2020.

In ogni caso, “la prima priorità per Columbia”, come sottolineato nel comunicato di Tim Boyle, “è la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori coinvolti. Fortunatamente per ora non ci è stato notificato alcun contagio e molte persone stanno portando avanti il lavoro da remoto”.