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10 Marzo 2020

Qual è il sentiment dei negozi specializzati running ai tempi dell’emergenza Coronavirus?

Running Magazine ha aperto un filo diretto con i retailer. Essendo l’anello fondamentale della nostra filiera distributiva, è importante raccogliere il loro punto di vista, ascoltarne le richieste e considerarne i bisogni.

Parla Paolo Fossati di Verde Pisello, negozio storico di Milano sulle sponde del Naviglio Grande.

Ciao Paolo, come stai?

Personalmente sto bene. A oggi, con qualche doverosa restrizione, è possibile tenere aperto il punto vendita, ma onestamente buttando l’occhio fuori dalla vetrina almeno dalle mie parti sembra ferragosto. Ogni mattina mi sveglio e penso: “Oggi che faccio?”. Fino a oggi abbiamo tenuto aperto per continuare a offrire il nostro servizio ai nostri clienti che spesso sfogano tra un acquisto e l’altro le loro preoccupazioni. Ieri, lo so che ti sembrerà incredibile nel totale deserto, sono entrati a comprare ben tre clienti. Idealmente li avrei abbracciati tutti, ma non potevo. Oggi abbiamo deciso che può bastare e da mercoledì 11 marzo saremo chiusi a data da destinarsi, anticipando un’ulteriore stretta regionale (chiusura di tutti i negozi non essenziali) che riteniamo inevitabile.

L’emergenza Coronavirus sta impattando sulla tua tipologia di attività?

Ogni negozio è una realtà diversa. Ieri mi è arrivato un messaggio da un collega della bergamasca dove la situazione è molto grave. Nel messaggio diceva che si sentivano solo ambulanze e che sembrava di essere in guerra. Durante le ultime due settimane io ho sempre lavorato. Il primo giorno, quando era appena esplosa l’emergenza Coronavirus, la gente mi chiamava al telefono per sapere se ero aperto e se chiudevo alle 18 come i bar. Poi c’è stata quella fase del #milanononsiferma complice anche il nostro sindaco che forse (sospirone…) non ha avuto la freddezza e la pazienza di capire la reale portata del problema. La prima settimana, dopo l’esplodere dei primi casi, ho lavorato molto bene, così come la seconda, tranne un giorno in cui ha piovuto. Bene anche sabato scorso, ma poi con gli ultimi decreti tutto è inevitabilmente cambiato e anche chi fingeva di non capire adesso ha capito.

E la cancellazione delle gare?

Anche questo un impatto su attività come la nostra ce l’ha e ce l’avrà. Ti faccio un piccolo esempio. Da 15 anni io sono uno dei punti di iscrizione della Stramilano. L’anno scorso ho fatto 120 iscrizioni. Vuol dire che almeno un’ottantina di persone entravano nel mio negozio e magari qualcuno comprava pure qualcosa. Ma ci sarà tempo per recuperare.

Tu hai anche un gruppo di allenamento. Come vi state comportando?

Sono tre settimane che il nostro gruppo non si allena più insieme. Abbiamo bloccato tutto subito (nonostante qualche singolo mugugno) e abbiamo sospeso gli eventi in negozio con i brand. Noi, per esempio, sabato scorso avevamo un evento con 361°, ma abbiamo annullato tutto invitando tutti al buon senso.

Chi, secondo te, sta patendo di più?

Al momento, per ovvi motivi, chi ha i magazzini più grossi. A partire dalla grande distribuzione specie quella che ha negozi all’interno dei centri commerciali con affitti esorbitanti. Ma poi a cascata i problemi si riverseranno su tutto il mercato, brand compresi. Tutti i marchi che si sono legati mani e piedi alla grande distribuzione avranno, secondo me, grandi problemi.

Conclusioni?

Personalmente penso che sia necessario chiudere tutto altrimenti così si crea la guerra dei poveri e disparità preoccupanti. Nell’immediato, il nostro tipo di attività è quello che ne risentirà di meno. Ma a lungo termine, dovremmo leccarci tutti le ferite. Patiranno sicuramente di più i negozi in centro città perché il problema sarà che, per un po’, a Milano non verranno più turisti. Non appena avremo il semaforo verde per ritornare alla normalità, il nostro gruppo di corsa promuoverà un raduno tutti insieme. E credo che così faranno in molti. Pensa se in autunno facessero insieme Stramilano e Maratona di Milano, sarebbe un segnale forte per la nostra meravigliosa città.

Manuela Barbieri