In questo articolo si parla di:
24 Aprile 2020

SCARPA annuncia l’arrivo di Marco De Gasperi come nuovo brand manager per la categoria trail running.  Con l’ingresso dell’atleta valtellinese, come nuovo responsabile dello sviluppo di prodotto,  SCARPA punta a diventare un punto di riferimento globale anche nella corsa in montagna, andando a rafforzare un team che ha già raccolto tanti successi.

Il palmares di Marco De Gasperi parla da solo: ricordiamo qui i sei titoli di Campione del Mondo di Corsa in Montagna, una medaglia da Campione europeo, undici Coppe del Mondo, due titoli Europei di Skyrunning, senza dimenticare le imprese che l’hanno portato a realizzare dei record che non venivano infranti da oltre vent’anni.

De Gasperi porterà in azienda un bagaglio di competenze e di relazioni accumulato in tanti anni di viaggi e gare in giro per il mondo: un know-how che il nuovo category manager metterà al servizio del brand veneto per consolidarne e accrescerne la presenza nell’universo del trail running. Diverse le novità previste riguardo la sponsorizzazione di eventi e atleti, tra cui la volontà di inserirsi sempre di più nel circuito della Skyrunner World Series e in altre gare di respiro internazionale.

“Siamo orgogliosi di accogliere Marco nella nostra squadra. L’entusiasmo con cui ha raccolto questa sfida e la sua immensa passione per la montagna saranno uno stimolo eccezionale per il team di Trail Running e per l’intera azienda,” dichiara Sandro Parisotto, Presidente di SCARPA.

Il mondo del trail negli ultimi anni è cresciuto molto,” commenta Diego Bolzonello, ad dell’azienda di Asolo. “Il mercato si aspetta tanto da noi, e l’ingresso di Marco è un punto di partenza fondamentale per gli investimenti che vogliamo mettere in campo in questa disciplina nei prossimi anni.

Abbiamo intervistato Marco De Gasperi rispetto a questa novità.

Quale sarà di preciso il tuo ruolo e cosa prevede?
Il ruolo che ricopro dal 1 aprile all’interno dell’azienda SCARPA è quello di brand manager per la categoria trail running

Ti occuperai anche di eventi e atleti? E di progettazione del prodotto?
Questo ruolo mi consentirà di occuparmi di qualcosa per cui ho sempre avuto un particolare interesse e cioè di ricerca e sviluppo del prodotto. Inoltre seguirò da vicino il team e gli eventi in piena sinergia con il marketing.

Da un lavoro posto fisso e vicino a casa a una nuova sfida, come sei arrivato a questa decisione?
Dopo i lunghi trascorsi da sportivo professionista, il cambio nel mondo del lavoro “normale”, troppo distante da ciò che è sempre stata la mia passione, mi ha sempre lasciato quel senso di vuoto o di incompiuto che dopo alcuni anni ha finito per non rendermi pienamente soddisfatto per ciò che stavo facendo. Chiarisco, il mio ruolo di tutore dell’ambiente, per di più all’interno di uno dei parchi nazionali più belli d’Italia (Il Parco Nazionale dello Stelvio ndr) l’ho sempre considerato un bellissimo lavoro. Tuttavia mi è sempre mancato qualcosa. Lo sport è la mia vita, e l’essere un militare poco si sposa con la necessità di vivere con una certa flessibilità il fatto di continuare a gareggiare o organizzare degli eventi, in relazione al fatto che si è anche esposti a livello mediatico. Per cui la proposta ricevuta da una azienda italiana così importante la reputo una occasione irrinunciabile che, al netto della distanza che mi divide dalla mia residenza e quindi dalla mia famiglia, ho colto con grande entusiasmo.

Per uno sportivo, lavorare nel mondo dello sport è un sogno che si realizza. La vivi in questo modo?
In questa domanda rischio di ripetermi ma voglio sottolineare il concetto: per il sottoscritto rimanere nel mondo dello sport, anzi, nel mio sport, è la cosa più bella e naturale che potesse capitarmi.

Cosa puoi apportare in SCARPA?
Spero tanto di portare un’idea nuova. L’idea che arriva da qualcuno che ha viaggiato nel mondo in lungo e in largo grazie alla corsa. Vivendo intensamente gli eventi, le amicizie la montagna, la corsa a 360 gradi per oltre un ventennio. Cercare di aprire la mia mente apprendendo tante nozioni tecniche per evolvere un principio che porti SCARPA a sviluppare prodotti nuovi per il trail running seguendo il DNA dell’azienda. Un’azienda che fa scuola nel mondo della montagna da decenni e che giustamente vuole ambire a raggiungere obiettivi importanti anche in una categoria in forte espansione come il trail running.

Qual è stata la tua prima impressione con il team SCARPA e come ti trovi con le persone con cui lavorerai?
Il team R&D del Trail col quale ho già iniziato a lavorare è a dir poco soddisfacente. Sono persone che abbinano fantasia, freschezza ed esperienza indispensabili per ambire a creare ottimi prodotti! Con i due Marco, Francesco, Gianluca e Walter, si è già creata una grande sintonia che essere di grande stimolo per tutti. Per quanto riguarda il team agonistico, credo di conoscere abbastanza bene tutti gli atleti presenti, coi quali spero, una volta terminato questo grande periodo di insicurezza che sta affliggendo il mondo, di poter iniziare a impostare alcuni progetti molto interessanti che ho in mente.

In che direzione vuole andare SCARPA nel mondo trail/sky in che modo sta cercando di raggiungere il suo obiettivo?
Il progetto trail running appena nato è molto ambizioso e fa bene ad esserlo. La collezione dei nuovi modelli che presenteremo per il 2021 mi rende soddisfatto. Ora starà a noi riuscire a indirizzare il progetto nel modo giusto, sfruttando tutte le possibilità a nostra disposizione! Per quanto riguarda i prodotti cercheremo di allargare il nostro raggio di azione verso un pubblico sempre più ampio. SCARPA ha un nome molto forte nel mondo montagna, desideriamo che lo diventi sempre più anche nel trail. Così investiremo nel futuro su una serie di eventi, sia a livello local fino a grandi eventi di carattere internazionale, dallo Skyrunning all’Ultra Trail. Il team, già molto forte ma ora quasi esclusivamente a trazione nazionale (con atlete indiscusse come Rampazzo, Canepa e Desco al femminile o Jung al maschile su tutti), si allargherà nel prossimo futuro con qualche top player internazionale, con un occhio appunto sui giovani. Su questo ultimo punto vedo molto bene Luca Del Pero, giovane brianzolo a cui auguro un salto di qualità nel futuro.

Cosa vuoi aggiungere?
Vorrei dire solo che sono fortunato di avere una compagna che ha capito la mia scelta, assecondandola senza riserve. Stare lontano per alcuni periodi da lei e dalle mie piccole Lidia e Cecilia è un sacrificio reso possibile dal loro pieno sostegno!

L’intervista completa sul prossimo numero di Outdoor Magazine.