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29 Aprile 2020

Si è svolto questa mattina l’evento digitale, organizzato da Tespi Media Group e Sport Press, che ha visto attorno a un tavolo virtuale alcuni dei più importanti enti fieristici italiani e internazionali. L’emergenza Coronavirus ha modificato radicalmente i comportamenti della popolazione di tutto il mondo con significative ricadute sul business e sugli eventi, soprattutto quelli che si svolgeranno al chiuso.
Problemi, difficoltà e soluzioni, sono stati gli aspetti trattati nell’incontro che ha offerto spunti per un percorso virtuoso verso la realizzazione delle manifestazioni fieristiche del futuro.

“Cosa succederà alle fiere all’Italia o all’estero? Come saranno tutelati espositori e visitatori?
Come si può superare la transizione per arrivare alla trasformazione?”. Queste le domande con cui il moderatore Angelo Frigerio, direttore alimentando.info , ha dato il via all’evento e introdotto i suoi ospiti.

Paolo Borgio, Fiera Milano
Sono due gli argomenti che vengono messi sul piatto da Borgio, il primo legato alla distinzione tra fiere b2c e b2b e il secondo collegato alla concorrenza estera. “Prendiamo come esempio l’ Artigiano in fiera. Eventi come questo sono per noi i più problematici perché hanno bisogno di una grande affluenza per avere un ritorno da esse anche per gli espositori. Si potrebbe estendere su più padiglioni, ma il format attuale è studiato proprio per far passare una quantità ingente di consumatori”.

Veniamo al secondo punto: “Ipotizziamo che la Francia e la Germania potessero partire e noi dovessimo rimanere fermi, lo scenario competitivo diventerebbe impari. Nel nostro caso posso portare come esempio Milano Unica e Premiere Vision: se quest’ultima potesse svolgersi al contrario della nostra, gran parte degli espositori si butterebbero sul competitor francese e per noi sarebbe difficile ripartire. Questo vale per tutte le manifestazioni che hanno un diretto competitor straniero.”

Per quanto riguarda le manifestazioni organizzate dall’ente Fiera Milano, dichiara di aver posticipato molti eventi diversi dei quali alcuni riprogrammati in autunno e altri direttamente al 2021 come nel caso del Salone del Mobile. Le fiere b2c, sono generalmente tutte tra novembre e dicembre quindi c’è ancora del tempo a disposizione per capire se confermarle e con quali accorgimenti.

Antonio Bruzzone, Bologna Fiere
Tra le manifestazioni gestite da questo ente fiera vi è Cosmoprof che viene posticipata al 2021. Tra le proposte vi è quella di una fiera virtuale ponendo però l’accento sul fatto che le tecnologie a disposizione oggi sono le stesse di prima dell’emergenza che Bologna Fiere ottimizza fornendo a buyer ed espositori una piattaforma di incontro. La parte virtuale viene quindi ampliata per rimanere in contatto con la community e fornire possibili opportunità di business ai loro buyer. La richiesta che diventa una necessità per tutti è quella di avere una normativa standard per tutta Europa, non quindi diversificata per provincia, regione e Paese. “ Con le associazioni fieristiche stiamo cercando di definire protocolli condivisi con i più importanti poli fieristici come ad esempio Francia e Germania”.
Viene oltretutto segnalato il tema della visitazione internazionale. Le associazioni di categoria stanno valutando diversi aspetti tra i quali quello della mobilità aerea che incide proprio sullo spostamento dei visitatori internazionali.

Patrizia Cecchi, Italian Exhibition Group
Il Gruppo vede ancora confermati 14 dei loro eventi. Si sta valutando progressivamente mese per mese la fattibilità ed eventualmente il format di ognuno di essi. “Da una parte studiamo e ipotizziamo protocolli per la sicurezza dei clienti e dei visitatori e dall’altra stiamo cercando di reinventare il format”.
“Per Rimini Wellness nello specifico, viste le sue caratteristiche particolari quale la sua grande affluenza, abbiamo ipotizzato attività dinamiche all’aperto, aree b2c ridotte, limitazione a un pubblico nazionale, esposizione più ampia in termini di padiglioni, possibilità di registrazione per un solo giorno. Nel caso invece della fiera dell’oro di Vicenza o Cosmofood, dobbiamo confrontarci con i problemi di internazionalizzazione. Cerchiamo per il momento di fare attività di matching via web con una piattaforma virtuale e di garantire l’incoming”.
Italian Exhibition Group gestisce anche manifestazioni all’estero come in Cina dove si sta ripartendo. “Per noi questo rappresenta un osservatorio sperimentale che ci permette di testare alcune soluzioni per poi riportarle in Europa”.

Antonio Cellie, Fiere Parma
Il focus dell’intervento è sulla mobilità che rimane comunque un problema comune con gli altri Paesi Europei. Dall’altra parte vi è invece il tema dell’investimento per mettere in sicurezza la fiera nel concreto. “Si tratterebbe almeno di un milione di euro. E chi pagherebbe?”, con questo introduce una presentazione stilata dall’ente per valutare le linee guida operative necessarie e valutarne effettivamente i costi. Le tipologie di intervento necessarie per garantire la fruizione in sicurezza del quartiere da parte degli utenti finali sarebbero: controllo della temperatura con termoscan, sicurezza (metal detector), sanificazione prima dell’accesso alle biglietterie in apposito tunnel dotato di soluzione igienizzante nebulizzata, segnaletica per le distanze di sicurezza, controllo dell’uso di DPI, monitoraggio capienza quartiere fieristico mediante sistema di telecamere integrate, fruizione del servizio biglietterie e casse (prevendite online a numero chiuso) con sviluppo di un software ad hoc per limitare a monte il numero di ingressi, regolamentazione accessi negli stand, nelle aree ristoro,nelle aree info-point, uffici stampa e sale convegni con l’utilizzo ipotetico di sensori conta persone.

Giovanni Mantovani, Verona Fiere
“Dobbiamo adattarci al fatto di non avere visitatori internazionali. La crisi causata da questa pandemia non si fermerà con l’arrivo dell’autunno e dell’inizio del 2021. Speriamo comunque che la viabilità aerea possa tornare a regime”. Anche Mantovani fa una distinzione tra fiere locali e internazionali e sulla possibilità quindi che le prime possano avere molti meno problemi delle seconde nonostante debbano attivarsi per la parte sicurezza e restrizioni. Per esempio per Fiera Cavalli si sta lavorando a un sistema di protezione che prevede la dilatazione spazio-temporale: su più location e in un periodo di tempo più lungo, alcuni eventi non saranno localizzati nel quartiere espositivo.
“Penso che il digital non possa essere la soluzione. Dopo una fase del genere ci sarà voglia di stringersi la mano. Sicuramente è un supporto, ma il digitale non può diventare la ‘nuova normalità”.
Lato normative, Mantovani afferma: “Non dobbiamo stare fermi e aspettare che le regioni, l’Italia e l’Europa ci forniscano delle regole. Dobbiamo insieme alle associazioni di categoria proporre un modello da far validare a livello nazionale e europeo e dar vita a uno standard”.

Thomas Rosolia, Koelnmesse Italia
In Germania, il governo ha bloccato tutte le manifestazioni fino a fine agosto ad eccezione di Berlino che sarà ferma fino ad Ottobre. “Il fatto di essere sempre cresciuti ci permette di superare il momento di crisi. Siamo riusciti da inizio anno a portare avanti 6 manifestazioni e abbiamo ora spostato e annullato 10 manifestazioni”
Il problema sollevato da Rosolia è quello delle sovrapposizioni tra eventi posticipati appartenenti alle stesse categorie: “Questo porterà le aziende a fare delle scelte con conseguente indebolimento di alcune fiere soprattutto in un momento in cui il loro budget è più limitato. Ci sarà una selezione”.

“Abbiamo attivato una task force per identificare i passi necessari a garantire la sicurezza, dal distanziamento ai dispositivi di protezione. I quartieri fieristici dovranno essere ben attrezzati, organizzati con corridoi larghi e accessi diversi. Fondamentale sarà la digital integration per i meeting online”.

Donald Wich, Messe Frankfurt Italia
Gestiamo 150 manifestazioni all’anno e ora sono tutte ferme. Circa 45 sono in Cina e sono ovviamente state le prime a sentire la problematica, ma anche le prime a ripartire.
“I protocolli e le normative dovrebbero fare un’importante distinzione, quella tra b2b e b2c ma non solo. Si tratta anche di differenziare eventi quali festival/concerti come l’Oktober Fest che è già stato annullato e le normali fiere. La legislazione non differenzia e lo reputo davvero sbagliato”.
Per quanto riguarda la digitalizzazione: “Dev’essere complementare. L’evento fisico può essere accompagnato real time da eventi digitali e può esserci una piattaforma con eventi mirati tutto l’anno al fine di promuovere la fiera”.
Rispetto al tema della sovrapposizione è Wich a proporre una collaborazione: “Dobbiamo parlare tra noi, organizzatori fieristici e cooperare anche se fin’ora non vi è mai stata l’occasione o l’apertura per farlo. Questa è l’occasione di approfondire i rapporti che possano aiutare le aziende di ogni settore a focalizzarsi solo su alcuni appuntamenti”.

Ed è Paolo Borgio a essere molto d’accordo con questa possibile cooperazione: “È già anomalo avere eventi di una stessa categoria in uno stesso Paese, figuriamoci in periodi vicini. Non facciamo bene a nessuno, a noi, al sistema e all’industry che rappresentiamo. Se non cooperiamo, perdiamo tutti”.

“Le crisi fanno selezione” la risposta di Antonio Cellie che poi conclude facendo una riflessione sul digital: “Sfruttiamo tutti l’audience della rete, che nell’immediato non porta guadagno, ma ogni e-locker un giorno potrebbe diventare un visitatore”.

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