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14 Luglio 2020

“Rischi e (nuove) opportunità per il mercato e gli specializzati. Running shop a confronto”. Questo il titolo del quarto appuntamento del ciclo “La sfida della ripresa”. Tavole rotonde digitali organizzate da Sport Press, con l’obiettivo di creare un luogo in cui poter condividere punti di vista, approcci e metodologie in questa ripartenza post-lockdown.

Il focus di questa quarta puntata, moderata come sempre da Benedetto Sironi – direttore editoriale di Sport Press – è il mondo del running. Protagonisti sette dei più autorevoli retailer italiani: Alberto Bortolotti – 3’30 Running Store (Sassuolo – MO), Michele Cecotti – Affari & Sport (Villasanta – MB), Antonio Irmici – iRun (Vicenza), Angelo Ceruti – Koala Sport (Milano), Gianfranco Balzano – LBM (Roma), Giuseppe Aiello – Sport ON (Catania), Franco Marangoni – Un Sesto Acca (Cazzago – VE).

RIPARTENZA: NUOVE OPPORTUNITA’ PER IL MONDO DEL RUNNING

Il bilancio, a due mesi dalla riapertura, non può che essere positivo. Gli italiani hanno riscoperto il piacere di correre dopo un periodo di stop forzato, complici forse le pizze homemade e i chili in più. Questo sport sta vivendo una nuova fioritura e una ripartenza più veloce e decisa rispetto ad altri settori.

“Affronteremo la vita a muso duro, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”, questa frase di Pierangelo Bertoli è stato il messaggio di positività che Alberto Bortolotti di 3’30 Running Store ha voluto lanciare durante il periodo di lockdown. “Per affrontare ogni giorno un mestiere di per sé già delicato ci vuole grinta e ce ne vuole ancora di più in un periodo come questo. Dopo ben 68 giorni di chiusura totale, bisogna trovare nuove risorse, inventare nuovi canali e diverse strategie per la nostra realtà”.

Emergono nuove sfaccettature di questo mestiere con cui i retailer sono costretti a dover fare i conti. Affiorano nuovi scenari inaspettati, mai presi in considerazione prima, che stupiscono e obbligano gli operatori del settore a rimettersi in gioco, riconsiderando quei riferimenti sempre stati saldi.

Il periodo di chiusura totale ha fatto sì venisse alla luce un nuovo target di utenti, latente sino a oggi, che desidera affidarsi ai professionisti del mondo running per sfruttarne le competenze e mettere a punto il personale setting. “Possiamo tracciare un profilo di questi nuovi utenti. Abbiamo avuto un importante afflusso di over 50 e con un peso importante che si sono avvicinati al mondo running per un’esigenza fisica e medica. Oggi possiamo dire che molta gente ha dato fiducia al negozio tecnico e vicino a casa: questo è un aspetto importantissimo”, ci racconta Michele Cecotti di Affari & Sport.

Un target che si amplia ancor di più e che stupisce Antonio Irmici di iRun: “Ragazzi tra i 13 e i 20 anni che, ispirati dai genitori già runner abituali, sono stati attirati e invogliati a provare a correre, appassionandosi a questo sport. Credo che il futuro del running siano proprio i più giovani”.

Aumenta del 40% l’afflusso di una clientela neofita per LBM di Gianfranco Balzano. Il 25% di questi nuovi utenti sono camminatori con un’età media di circa 40 anni che scelgono delle scarpe ad hoc, e una buona metà sono donne.

Giuseppe Aiello di Sport ON riporta invece una crescita del 70% delle vendite rispetto a maggio 2019. Si allinea con il suo collega di Vicenza riscontrando, oltre a un incremento di giovanissimi utenti, anche di moltissime mamme e mogli incentivate dai loro compagni a iniziare a correre, e di persone che hanno patologie legate al peso.

RISCHI E PROBLEMATICHE POST-LOCKDOWN

La seconda grande tematica affrontata in questa tavola rotonda sono i rischi e i problemi che i retailer sono stati chiamati ad affrontare sia nel periodo di lockdown che durante la riapertura. Il mondo dell’e-commerce costituisce senza dubbio un problema non indifferente che ricorre da tempo nella quotidianità dei commercianti, a causa del continuo ribasso dei prezzi che si è fortemente acuito durante la chiusura delle attività commerciali.

La risposta a questo trend di Alberto Bortolotti è semplice: vendite a domicilio. Per il team di 3’30 Running Store è fondamentale avere un contatto diretto con il cliente, mantenendo con tutti gli utenti un filo diretto così da poter mettere a disposizione, oltre ai prodotti, anche la propria competenza. “Per quanto riguarda i prezzi non possiamo scendere troppo. La nostra forza non è il prezzo vantaggioso ma la nostra preparazione. Noi vendiamo consigli e siamo competenti, ci mettiamo la faccia. I clienti devono potersi affidare al proprio venditore che diventa un punto di riferimento”, ci racconta Alberto.

Anche Franco Marangoni affronta la spinosa questione dell’e-commerce. Un Sesto Acca punta tutto sul rapporto personale con il cliente che passa solo attraverso il dialogo, il confronto e l’analisi del piede, un servizio specifico offerto dal negozio. “Il cliente che va sul web per comprare scarpe a prezzi stracciati lo fa solo per una questione di prezzo, vuole spendere meno“, sono queste le sue parole. Nonostante questa netta presa di posizione, anche il negozio sito nella provincia di Venezia si sta attrezzando per creare un e-commerce, che vuole essere un supporto rivolto esclusivamente alla propria clientela.

Il lockdown si è invece rivelato un periodo favorevole per Gianfranco Balzano che lo ha portato a sviluppare una nuova e inaspettata passione per i social e il mondo digital: “La comunicazione è fondamentale e ci è mancata molto, ecco cosa mi ha stimolato. Abbiamo rifatto il sito e ripensato a nuove strategie per lanciare i prodotti”, commenta Gianfranco.  Secondo il retailer laziale, le aziende sono diventate dei veri e propri concorrenti che cercano di ingaggiare direttamente il pubblico vendendo i prodotti sottocosto, e senza tutelare i negozi fisici, concreti punti di riferimento sul territorio per i runner.

Sport ON, punto di riferimento per i runner siculi, sfrutta il proprio e-commerce come una sorta di vetrina, in quanto le vendite online in realtà non incidono sul proprio bilancio. “Noi puntiamo al contatto con la gente. Il nostro obiettivo è creare una vera e propria esperienza di acquisto che passi dal test biomeccanico, dai libri di sport consultabili in negozio, dal caffè preso con il cliente durante una chiacchierata, o dal semplice consiglio. Questo è il metodo di lavoro che ci piace, che non può essere traslato su una piattaforma online”, racconta Giuseppe Aiello. E continua: “Vogliamo aumentare le rendite del negozio creando un servizio che da altre parti non esiste”. Un ruolo chiave lo hanno invece i social che sono sfruttati da alcuni negozianti, sia per richiamare clientela in negozio che per effettuare sondaggi tramite le storie di Instagram, fondamentali per capire i trend di mercato e cosa i clienti preferiscono.

E LE AZIENDE?

Un’altra problematica sottoposta agli ospiti della tavola rotonda ha riguardato l’importanza della specializzazione sia nei confronti del consumatore che delle aziende.

Michele Cecotti di Affari & Sport sottolinea quanto gli italiani nella ripresa post Covid abbiano lanciato un segnale molto più che positivo, ricercando la professionalità dei commercianti e dei negozi specializzati. “Per quanto riguarda le aziende invece ho una sensazione diversa: la specializzazione dei negozi inizialmente sembrerebbe avere un valore, nel concreto poi tutto questo impatta in maniera relativa”.

Antonio Irmici pone invece l’attenzione su quanto le aziende stesse si siano dimostrate vicine e partecipi nell’aiutare i negozianti, sia durante il lockdown che in questo periodo di ripresa e di campagna vendite. Sono proprio i retailer che devono acquistare in modo intelligente, cercando di intuire quali saranno i rallentamenti e i cali di tendenze che potranno avvenire nella stagione autunnale e poi invernale, soprattutto in assenza delle competizioni nazionali e internazionali.

Angelo Ceruti si concentra invece su come la didattica del running possa dare continuità e consistenza alla domanda giovanile: “La clientela di Koala Sport, composta da consumatori di tutte le età, spesso necessita di informazioni specifiche e mirate. Ecco perché le aziende, in questo senso, dovrebbero lasciare più libertà di scelta ai negozianti nell’acquisto dei modelli durante le campagne vendite. Noi retailer abbiamo una reale e concreta idea di ciò che vende il negozio, e forse sono proprio le aziende che dovrebbero gestire meglio le loro produzioni. Il venditore sa benissimo cosa comprare e di conseguenza di cosa ha bisogno il proprio cliente”, ecco le sue parole.

NUOVE STRATEGIE DI PROMOZIONE

Tutte le manifestazioni organizzate in vista delle campagne vendite, per la presentazione dei nuovi prodotti delle aziende, sono state cancellate. Ecco che quindi i negozianti hanno dovuto mettere a punto innovative e originali strategie di promozione, facendo scoprire direttamente agli utenti i modelli 2020 entrati sul mercato in questo momento: c’è chi fa provare i nuovi prodotti, collaborando con società sportive locali o con le aziende, durante sessioni di allenamento organizzate seguendo le recenti disposizioni per il distanziamento; c’è chi struttura gli stessi allenamenti suddividendo e pianificando i gruppi secondo orari ed andature diverse; chi, puntando sulla comunicazione immediata e senza filtri dei social, racconta le proprie emozioni e coinvolge nuovi utenti; chi rinnova il sito web conferendogli una maggiore freschezza e dinamismo; o chi sceglie di puntare su una nicchia ancor più circoscritta di utenti per allargare il proprio ramo d’azione.

Ciò che si riscontra da questa preziosa chiacchierata è senza dubbio l’entusiasmo e il desiderio dei retailer di fare il massimo affinché il running possa continuare a registrare gli stessi numeri, ampiamente positivi, di questi due mesi. C’è la voglia di stupire i nuovi utenti accompagnandoli, passo dopo passo, nella scoperta di un mondo portatore di benessere.

Troverete il report completo sul prossimo numero di RunningMagazine. Intanto è disponibile il video della tavola rotonda qui

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