23 Luglio 2020

Oliviero Bosatelli ha corso sul tracciato long distance della Valmalenco Ultra Distance Trail.

Il campione bergamasco è stato così un tester d’eccezione per la nuova “100 Miglia del Bernina”, un percorso di 160 km con circa 10.000 di dislivello positivo.

L’ultra trailer di punta del Team Scott Italia, main sponsor tecnico dell’evento sondriese, ha intrapreso il suo “viaggio” all’ombra di vette imponenti come Bernina, Disgrazia e Pizzo Scalino. Accompagnato da atleti del posto è passato in punti simbolo di queste montagne quali Passo del Ventina, Valle di Scerscen, Diga di Alpe Gerala, Val al di Togno  e Val Poschiavina.

«La VUT è nata con il preciso intento di promuovere il nostro territorio, l’Alta Via e i suoi rifugi – ha esordito Fabio Cometti del comitato crganizzatore -. Proprio in quest’ottica, già a partire dall’anno prossimo, ci piacerebbe affiancare alla nostra gara principe da 90k (6000 m D+) due prove che definire di contorno sarebbe limitativo: una vera e propria 100 miglia e la 35km. Ciò ci permetterà di offrire una proposta a tutto campo, dalle medie alle lunghissime distanze».

Cometti ha proseguito: «In un anno normale tutte le nostre energie sarebbero state focalizzate sulla gara in programma a metà luglio, abbiamo quindi colto l’occasione per effettuare questo test event con un testimonial d’eccezione come Oliviero Bosatelli». Un test event a sfondo benefico: «Il “gigante” del Team Scott è molto legato alla sua terra e alla sua gente. Da qui l’idea di effettuare una piccola offerta a due associazioni, operanti sul territorio orobico, che lo stesso Oliviero ci ha segnalato».

Da parte sua, Bosatelli si è definito entusiasta: «Ringrazio Scott e gli amici della Vut per avermi dato la possibilità di vivere questa 3 giorni di immersione in una natura incontaminata. Su questi percorsi si vede la vera montagna in scenari che definirei stupendi. La fatica che si fa in salita sono ampiamente ripagati dallo spettacolo che si può godere. Sarà una gara impegnativa, ma vi assicuro davvero bella».

Crediti: Roberto Ganassa