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16 Ottobre 2020

Dallo scorso 15 ottobre è disponibile nelle librerie Open Retail. Innovazione sostenibile in un mondo di atomi e bit di Domenico Romano e Luca Moretti (ed edito da GueriniNext). I due autori, rispettivamente head of marketing di AW LAB (con alle spalle anni di carriera presso importanti agenzie e aziende) e libraio (che fa parte di un team aziendale che si occupa di fumetti), discutono il futuro della vendita al dettaglio: che ne sarà dei negozi fisici di fronte all’e-commerce e alla digitalizzazione del business? Quali strategie di marketing mettere in campo?

Arricchito dall’introduzione ad opera del sociologo Vincenzo Moretti e dalla cover realizzata dallo street-artist Tvboy, il libro parte dal presupposto secondo cui sarebbe un errore attribure le intere colpe della crisi del retail a questo infausto 2020.

La crisi del retail viene da molto più lontano, era solo questione di tempo. Convenienza, varietà, comodità nell’acquisto e nel reso: su queste voci, tra i negozi fisici e i grandi player online non esiste paragone. Che fare, allora? Quale sviluppo del lavoro in negozio bisogna aspettarsi? Questo libro parte da qui, proponendo idee concrete, modelli pratici di cambiamento e nuovi approcci possibili al mondo del retail.

I due amici e autori del volume si confrontano dalle parti opposte della barricata: l’ufficio di chi decide le strategie di marketing e lo spazio reale del negozio fisico, un punto vendita dove oltre la merce esposta esiste – e resiste – la relazione umana.

Millennials e Generazione Z: consumi e abitudini

Tra i più importanti topic del libro figurano la qualità del lavoro, l’innovazione sostenibile e il radicale ripensamento del negozio e del suo ruolo. Tutti aspetti che aiutano a svelare i retroscena dietro ogni decisione strategica nei vari dipartimenti di una grande azienda retail. A partire dall’attento studio di consumi e abitudini dei Millennials e soprattutto della Generazione Z, per comprendere cosa ci sarà sugli scaffali di domani e quali saranno le modalità d’acquisto: la visita al negozio come un’esperienza che travalica la semplice transazione commerciale, un servizio clienti di altissima qualità, l’engagement, campagne di marketing mirate e narrative. E ancora: shopper journey, negozi-vetrina che comunicano i valori del brand, magazzini sempre più efficienti, addetti vendita meno “esperti di prodotto” e più “narratori di storie e servizi”, abbattimento del confine tra spazio fisico e virtuale. Sempre tenendo a mente che il cambiamento o sarà sostenibile, o non sarà, perché se è vero che il futuro è adesso, come recitava il famoso payoff di uno spot pubblicitario, allora anche nell’ambito del retail abbiamo il dovere di rendere questo futuro etico e inclusivo.