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16 Novembre 2020

Siamo riusciti a passare abbastanza bene l’estate, anche meglio di quanto potevamo immaginare, ma la seconda ondata ci ha sorpresi per velocità e intensità.

Con queste parole pronunciate lo scorso 2 novembre il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige Arno Kompatscher già annunciava alla popolazione l’inasprimento delle misure di sicurezza per la sua zona di competenza. La firma della nuova ordinanza numero 68, che di fatto ha trasformato tutto l’Alto Adige in zona rossa, è arrivata l’8 novembre, dopo che qualche giorno prima era stato dichiarato lo stesso per 11 comuni altoaltesini, i cosiddetti Comuni-Cluster, ai quali inizialmente erano state applicate maggiori restrizioni e dei quali faceva parte anche il capoluogo. Una stretta ulteriore, quella definita da questa ordinanza, che bypassa la decisione del governo e suggerita dal quadro del contagio delineato dall’Asl, che la inserisce nello scenario più grave (livello 4), ma anche decisa per allinearsi alle normative più stringenti di Germania e Austria (oltralpe il lockdown è totale fino a dicembre).

La stretta, in vigore dal 9 al 22 novembre, ha così definito la chiusura della gran parte dei servizi commerciali (anche quelli di articoli per il tempo libero, compresi quelli che si trovano all’interno dei centri commerciali), di bar e ristoranti, dei servizi alla persona come parrucchieri ed estetisti, degli asili e la didattica a distanza per ogni scuola di ordine e grado. Permane il coprifuoco dalle 20 alle 5, salvo per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità o urgenza, con la compilazione dell’autocertificazione.

Oltre a ciò, la nuova ordinanza provinciale consente di svolgere attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale (fanno eccezione atleti e squadre che partecipano a manifestazioni di livello nazionale e internazionale), mentre l’attività motoria sarà consentita in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno due metri fra le persone e con obbligo di indossare la mascherina.

Nello specifico, per quanto riguarda i punti vendita, è stato specificato specificato che “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, anche situate nei centri commerciali, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e per quelle che vendono generi di prima necessità individuate nell’allegato 3, che restano comunque chiuse la domenica e nei festivi. Farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai sono esentati dalle restrizioni di cui al primo periodo”.