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Tra espressioni colorite, nuovi propositi e ironici meme, molte persone hanno cominciato il nuovo anno con l’intento di dimenticare completamente il 2020. Noi, al contrario, siamo convinti che gli scorsi 12 mesi non vadano del tutto cancellati dalla memoria. E possano costituire una risorsa preziosa e una lezione importante dalle quali ripartire. Con rinnovato slancio e una nuova… carica. Come quella che, come di consueto, vi proponiamo sui primi due numeri di Running Magazine. Già, stiamo parlando della nostra attesissima Carica dei 101”. Con altrettante interviste a negozi specializzati, ai quali abbiamo chiesto un bilancio a tutto campo dell’anno passato.

Le pagine seguenti ospitano le prime 53 schede, in attesa delle altre 48 sul prossimo numero. Ognuna da leggere, analizzare e gustare con attenzione. Troverete la conferma di trend che già conoscete, ma anche nuovi spunti, idee, stimoli e punti di vista inaspettati. Oltre alle “temute” classifiche dei marchi più venduti nelle varie categorie, i brand rivelazione e molto altro. Se circa il 20% dei retailer non è soddisfatto e lamenta un calo di fatturato (dal -10% al -30%), è pur vero che emerge un quadro complessivamente positivo: quasi l’80% degli intervistati ha chiuso con un bilancio in pareggio o positivo rispetto al 2019, con crescite anche in questo caso comprese in una forbice dal +10 al +30%

Non poco, considerando gli oltre due mesi di lockdown e tutti gli annessi e connessi del Covid-19. In realtà, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, la pandemia ha paradossalmente accelerato alcune tendenze positive nel mondo del running, portando rinnovata linfa e business al settore. Con il progressivo avvicinamento di nuove tipologie di clienti: camminatori o new runner (da giovanissimi a sopra i 60 anni) orfani degli sport di squadra o del loro consueto habitat sportivo (palestre e piscine). Con un’alta percentuale di donne. Tutti utenti che, non conoscendo il prodotto tecnico, richiedono informazioni, consigli e consulenza. Spesso lontani dal mondo agonistico, attenti al wellness e alla prevenzione degli infortuni. Non cercando peraltro un prodotto specifico, più disposti a spendere e a lasciarsi guidare nelle scelte.

Anche l’online ha avuto un’ulteriore e significativa crescita (tra il +10 e +40% a seconda dei casi). Ma emerge comunque come uno strumento complementare e non sostitutivo rispetto ai negozi fisici. Anzi, riportando una delle dichiarazioni raccolte, possiamo dire che in molti casi “Il Covid ha proprio favorito la riscoperta dell’importanza del negozio fisico quale anima dell’economia territoriale, il piacere del contatto umano, la ricchezza quale valore aggiunto della professionalità al servizio dell’utente”.

La tecnologia, se ben sfruttata, rimane comunque un asset fondamentale. Ha permesso a molti dealer di rimanere in contatto con i propri clienti. Molti dei quali hanno premiato la professionalità dei negozi e sono rimasti loro vicini anche nei mesi di chiusura. Un rapporto prezioso, come quello che lega i punti vendita alle aziende. Le quali non sono rimaste insensibili e – pur tra qualche eccezione – hanno a loro volta supportato gli shop con azioni concrete e posticipi dei pagamenti nei mesi più complicati. In generale il 2020 è stato un bel banco di prova per misurare la consistenza e il valore delle reciproche partnership, permettendo magari anche di rinnovare gli spazi all’interno dello store e rivedere scelte, gamma prodotti, strategie.

Certo, sarebbe sbagliato sottovalutare le note negative, che ci sono e in parte rimarranno, perlomeno nei primi mesi del 2021. Pensiamo alla quasi assoluta assenza di eventi e gare. Linfa preziosa per il mondo del running, ma anche in generale per l’indotto economico che portano sui territori. Inevitabile quindi il calo dei modelli da competizione: dalle racer da strada alle track&field per gare su pista o campestri. Così come la vendita dei prodotti per l’integrazione. Non manca anche chi, purtroppo, medita la chiusura del proprio esercizio commerciale. Affiancato – a onor del vero – anche da nuove realtà che si affacciano sul mercato, magari puntando su nuovi concept (come avremo modo di raccontarvi nel prossimo numero).

Ci piace chiudere comunque il primo editoriale di questo 2021 non con quello che il 2020 ci ha tolto, bensì con quello che ci ha lasciato. E lo facciamo riprendendo di nuovo le parole di uno dei negozi intervistati (a voi il compito di scoprire quale): “La lezione che ogni imprenditore ha potuto imparare da questa situazione è che non bisogna mai sedersi sui risultati ottenuti, ma bisogna sempre guardare avanti investendo di continuo su nuove soluzioni per farsi sempre trovare pronti per le criticità e le opportunità del mercato. La semina buona e ben ponderata alla fine paga sempre”. Buon 2021.

Benedetto Sironi

Potete leggere la prima parte dell’inchiesta “La Carica dei 101” a questo link, da pagina 10 a pagina 22.