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15 Febbraio 2021

Top Running è il negozio tecnico di Castellaneta, provincia di Taranto, nato sei anni fa dalla volontà di far diventare professione una passione. Che all’interno dello store si percepisce ovunque, dai dettagli di arredo alla scelta accurata dei prodotti.

Due bellissime porzioni di pista in tartan originale caratterizzano l’interno del negozio, posizionate apposta per la prova dinamica dell’appoggio. Mentre l’analisi statica approfondita è affidata a un podo-scanner, uno dei primi investimenti fatti all’apertura del negozio:

“Ho aperto Top Running in un momento di forte crisi economica generale, e quando l’ho inaugurato non avevo più un euro. Ma con i primi guadagni arrivati ho investito in prodotti”, dice Giambattista, che nel 2014 lascia coraggiosamente l’attività commerciale (un bar) avviata insieme ai fratelli per inseguire la sua passione.

Con un lavoro costruito anno dopo anno, il negozio gli è valsa un’ottima reputazione, con la sua valenza fortemente tecnica per il cliente in cerca della scarpa giusta, vendendo anche fuori provincia, addirittura fuori regione, arrivando fino in Basilicata.

“Durante il primo periodo di lockdown ho avuto tanta paura. A fine febbraio 2020 le aziende avevano già
consegnato tutta la merce e io avevo il magazzino pieno. Come tutti, mi sono organizzato con le consegne a domicilio, ma le vendite non erano molte. Però le aziende mi sono state vicino e mi hanno rassicurato”.

Se il 2020 era iniziato bene, la proiezione di gennaio 2021 rispetto all’anno passato è ancora più rosea. Perché la fortuna non arriva, ognuno si crea la sua.

Intervista al titolare Giambattista Colangelo

Da che tipo di esperienza lavorativa provieni?

Vengo da un altro tipo di attività commerciale che ho svolto per ben 27 anni insieme ai miei fratelli.

Come’è nata l’idea di aprire il negozio ?

L’idea è legata alla passione che ho da 20 anni per la corsa, e dal mio voler cambiare stile di vita. Ho sempre desiderato mettere insieme passione e professione.

Che tipo di esperienza volete nel vostro negozio per il cliente?

Il nostro è uno store fisico, dove accogliamo il cliente prima di tut- to dal lato umano. Lo seguiamo in un percorso, dove tramite test dell’appoggio del piede, andiamo a individuare (in base all’appoggio, peso, forma del piede), le calzature più adatte allo stesso, scegliendo quella che più si adatta alle caratteristiche del soggetto in esame, non lasciando nulla al caso.

Tre parole che descrivono il runner tipico nella tua zona.

Il mondo è bello perché è vario. Quindi nel mio punto vendita, entra- no dal neofita, al runner con esperienza, al camminatore, o anche chi soltanto usa le calzature da running nel tempo libero o per lavoro.

Quali sono i principali trend che riscontri con la tua attività?

Oggi per fortuna la corsa o la camminata è diventata una icona nello stile di vita delle persone, sia per passione che per esigenze di salute.

Quanto incidono i camminatori sulle vendite?

Devo ammettere che questa disciplina è diventata e sta diventando sempre più incalzante, soprattutto dopo il primo lockdown dello scorso anno. La gente dopo essere stata “reclusa” per più di due mesi, si è presa uno spazio di “libertà” affacciandosi alla camminata, quindi ho avuto una forte impennata delle vendite proprio a questa categoria.

In un’epoca in cui il mercato e-commerce sta guadagnando sempre più quote, che cosa cerca un runner in un negozio fisico? E che cosa può fare da parte sua un negoziante per fidelizzare il consumatore?

Il mercato e-commerce purtroppo è una realtà con la quale oggi dobbiamo convivere, spesso però si incorre in acquisti errati sia per il tipo di calzature non idonee al proprio appoggio, peso e numero. Così oltre a creare dei danni fisici si rischia di fare una spesa errata, e con i tempi che corrono spendere dei soldi erroneamente non è cosa da poco. Ma come prima dicevo in un’altra risposta, il cliente che entra nel mio negozio, oltre alla consulenza sul prodotto da acquistare, da parte nostra ha la spiegazione in tutto e per tutto del prodotto. Quello che non trovi sui siti è il lato umano, il sorriso e quella stretta di mano che per ora e speriamo il prima possibile potremo tornare a darci.

Che rapporti hai stretto con le aziende?

Ottimi. Le aziende sono fatte di uomini e persone, e per fortuna ho la possibilità di collaborare con grandi professionisti. Con loro siamo stati in stretto contatto, lo scorso anno durante il periodo di chiusura, e devo dire che tutte mi sono venute incontro per superare insieme il brutto momento.

Con quali la collaborazione è più stimolante, produttiva ed efficace?

Devo dire che tutti svolgono il loro lavoro egregiamente. I brand scelti per il mio negozio sono efficaci e performanti con i loro prodotti.

Quali sono state le innovazioni prodotto nelle ultime stagioni?

Si continua a giocare sul peso e quindi sulle novità delle mescole. Ogni azienda propone la sua tecnologia, ma oggi veramente sono tutti prodotti di altissima qualità.

Sul fronte abbigliamento, credi che i consumatori inizino a percepire l’importanza di investire anche da questo punto di vista o la cultura del running è ancora prevalentemente legata al footwear?

Posso dire che chi si avvicina al running sceglie i capi tecnici come passo successivo alla calzatura. Per chi poi prosegue in questa passione, investire sui capi tecnici diventa fondamentale per potersi allenare anche durante le ore più fredde o calde della giornata.

E la tecnologia che parte ha?

La tecnologia nel running, negli ultimi anni ha preso sempre più piede, quindi il runner che all’inizio si allena con il telefonino, pian piano si evolve e utilizza il GPS da polso.

Quali sono le tendenze che si svilupperanno di più nel running nei prossimi anni?

Secondo me la tendenza sarà quella di praticare sempre più attività fisica all’aria aperta, quindi runner o camminatore senza distinzione, l’importante sarà fare uno stile di vita sano.

Cristina Turini