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Brooks ha condotto due ricerche con l’obiettivo di studiare cosa accade nel cervello prima, durante e dopo la corsa. Una è stata realizzata in un laboratorio di neuroscienze in collaborazione con il professor Olivier Oullier – specialista di fama mondiale con oltre 20 anni di esperienza in neuroscienze comportamentali. L’altra, sul campo, con un sondaggio tra centinaia di runner.

Entrambi gli studi hanno dimostrato che la corsa ha effetti immediati anche sulla mente, riducendo lo stress e determinando uno stato di consapevolezza e benessere che, sbloccando dei meccanismi all’interno, pone loro in una condizione di particolare predisposizione alla creatività e alle nuove idee.

Brooks lo chiama “effetto Runfulness”.

Lo studio pilota

L’obiettivo dello studio era quello di osservare l’evoluzione dello stress e della concentrazione prima, durante e dopo una corsa, esaminando anche in che modo contesti visivi (come, per esempio, foresta, città e spiaggia) e sonori (quali silenzio, musica e notizie radio) influenzino lo stato mentale.

Per monitorare l’attività elettrica della corteccia cerebrale (lo strato superiore del cervello), ai runner esaminati sono stati applicati dei sensori wireless Emotiv Brainwear, convalidati da oltre 4.000 pubblicazioni scientifiche. La tecnologia che è stata utilizzata si chiama EEG (ElectroEncephaloGraphy) e identifica i neuromarcatori dell’effetto Runfulness.

L’80% dei runner ha mostrato una chiara diminuzione del livello di stress e il 40% del livello di concentrazione eccessiva, nello stesso intervallo di tempo in cui lo stress diminuiva.

Dallo studio è emerso anche che l’effetto Runfulness sembra verificarsi quando le persone corrono in un ambiente che preferiscono e in silenzio, ossia senza radio o musica che distraggano.

Il sondaggio

Nei mesi di dicembre 2020 e gennaio 2021, Brooks ha condotto un sondaggio intervistando i runner di sette nazioni europee, tra cui i membri del Run Happy Team. Obiettivo: determinare quale effetto ha la corsa sullo stato mentale delle persone che corrono con regolarità.

Ai runner è stato chiesto se la corsa li ha mai portati ad avere nuove idee che hanno cambiato la propria vita personale o professionale. L’80% delle persone ha affermato di aver concretizzato nuovi progetti, aver avuto idee e alcuni hanno affermato perfino di aver preso le decisioni più importanti della propria vita.

Nove runner su 10 hanno dichiarato di pensare, mentre corrono, a cose a cui normalmente non penserebbero. Ciò accade quando sia i livelli di stress che di concentrazione eccessiva diminuiscono nel cervello contemporaneamente, favorendo una disconnessione temporanea dalle preoccupazioni e dai problemi della vita quotidiana.

La campagna

A sostegno dei benefici che la corsa ha su corpo e mente, Brooks promuove la campagna marketing Runfulness collegata alla nuova Glycerin 19 – la più morbida del brand – quest’anno disponibile, oltre nella versione neutra, anche con supporto GuideRails. Grazie alla tecnologia DNA LOFT, il sistema di ammortizzazione costituito da una combinazione di schiuma EVA, gomma e aria, Glycerin 19 assicura il comfort e un contatto morbido con il terreno, chilometro dopo chilometro.

Siccome, secondo lo studio in questione, l’effetto Runfulness appare quando non ci sono distrazioni, è importante che scarpe e abbigliamento siano comodi.

L’80% dei partecipanti al sondaggio ha infatti riferito che ciò che indossa contribuisce molto a una sensazione di benessere durante la corsa.