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Con un pizzico di giustificabile nostalgia torniamo per un attimo a metà degli Anni ‘90, precisamente nel 1997. Mentre Bill Clinton iniziava il suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti e in UK i laburisti di Tony Blair vincevano le elezioni dopo 18 anni di governo conservatore, in Italia ci si “distingueva” con alcuni nostalgici della Repubblica di Venezia che occupavano il campanile di San Marco. Nelle sale uscivano film divenuti poi celebri come Titanic e Jurassic Park, Ronaldo (il fenomeno) vinceva il Pallone d’oro e il mondo piangeva la scomparsa di personaggi iconici come Versace, Diana e Maria Teresa di Calcutta.

Nasceva Google. E un noto cantante italiano che risponde al nome di Ligabue pubblicava l’album live Su e giù da un palco, il cui secondo singolo estratto era proprio quello scelto come titolo per questo editoriale. Il collegamento tra questi ultimi due avvenimenti così apparentemente distanti ci offre uno spunto credo molto utile, stimolante e attuale. Vale a dire quello del rapporto tra la dimensione digitale (che definirei “palco”) e quella fisica (la realtà). Sulle pagine di Running Magazine abbiamo da sempre dedicato ampio spazio all’analisi del web e dei suoi derivati, social in particolare.

Del resto continuiamo a pensare, supportati dai dati e dalle evidenze sul campo, che i due mondi non debbano essere visti sempre e per forza in contrapposizione. Ma possano dialogare in un circolo virtuoso, migliorando l’efficacia e visibilità della propria attività. Vale per aziende produttrici, distributori, agenzie, showroom, negozi, eventi, insomma per tutti gli addetti ai lavori. Torniamo sul tema anche su questo numero con un interessante report dedicata ai brand di settore più presenti e performanti sui social. Ma anche all’analisi di come sono cambiati i comportamenti digitali degli italiani nell’ultimo anno, con dati utili non solo per le aziende, ma anche per i retailer che sono presenti (in modo più o meno efficace) sulle varie piattaforme.

La pandemia da Covid 19 ha avuto un impatto su tutti gli aspetti della nostra vita, spingendoci a utilizzare nuove tecnologie e nuovi comportamenti. Nel corso del 2020 sono oltre un milione le persone che si sono connesse a Internet per la prima volta, un incremento che ha portato al superamento della soglia dei 50 milioni di utenti. Ancora più importante l’aumento sul fronte social: oltre due milioni di “beginner”, un aumento che porta a raggiungere quota 41 milioni. Anche le aziende, al pari dei consumatori, nell’ultimo anno hanno dovuto accelerare alcuni processi e migliorare ulteriormente il loro comportamento digitale, portando la visibilità del proprio marchio a un livello superiore. Attraverso social, e-commerce, eventi streaming dedicati sia al pubblico che agli operatori.

Tra i casi più virtuosi da segnalare quello di Brooks, che negli ultimi mesi ha ideato vari appuntamenti digitali dedicati ai propri dealer. Culminati con un sales meeting virtuale, ma molto coinvolgente: lo scorso 23 maggio la filiale italiana del brand ha presentato la collezione SS 22 a 200 dei propri clienti, intrattenendoli con novità prodotto, sketch divertenti (come nello stile del marchio) e video a tema. Un bell’esperimento pienamente riuscito che vi raccontiamo sempre nelle prossime pagine. Anche da questo esempio abbiamo avuto un’altra importante conferma. Oggi a “bucare” lo schermo e a vincere la sfida di like e visualizzazioni non sono (solo) quelli che vendono il prodotto migliore. Ma coloro che sono in grado di raccontare storie. Possibilmente nuove, convincenti e autentiche. Muovendosi a proprio agio e con la giusta consapevolezza tra palco e realtà.

Benedetto Sironi
benedetto.sironi@sport-press.it