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Il mercato più importante del colosso statunitense, il Nord America, ha trainato i ricavi complessivi grazie a un aumento delle vendite del 12%. Una performance dovuta anche alla campagna vaccinale che ha riportato le persone nei negozi e ha permesso la ripartenza dell’economia.

Così Nike chiude il secondo trimestre dell’anno fiscale 2022, terminato il 30 novembre, con ricavi aumentati dell’1% a 11,4 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente e rimasti stabili su base neutra rispetto alla valuta. In crescita del 7%, l’utile netto è di 1,3 miliardi di dollari mentre l’utile diluito per azione è di 0,83 dollari, in aumento del 6%.

Diverso il discorso della Cina, dove le vendite sono diminuite con un calo che ha raggiunto il 24% su base annua, dovuto alla poca disponibilità di inventario nei magazzini, derivante dalla chiusura delle fabbriche a causa del Covid.

“I buoni risultati di Nike in questo trimestre forniscono un’ulteriore prova che la nostra strategia sta funzionando, poiché ci troviamo a operare in un ambiente dinamico”, ha affermato John Donahoe, presidente e ceo della società. “Oggi ci troviamo in una posizione competitiva molto più forte di quanto non fossimo 18 mesi fa”, ha aggiunto.