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Nel trimestre conclusosi il 28 febbraio, Nike ha registrato una crescita del 5% con ricavi per 10,9 milioni di dollari. Questa performance ancora una volta batte le attese di Wall Street, che aveva stimato un giro di affari di 10,59 milioni di dollari.

I profitti netti hanno perso 4 punti percentuali, scendendo a 1,4 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione per il trimestre è stato di 0,87 dollari, oltre le stime degli analisti, ferme a 0,71 dollari.

Questi solidi risultati mostrano che la strategia del brand di “consumer direct acceleration” sta funzionando, alimentata da profonde connessioni con i consumatori, da una convincente innovazione di prodotto e dall’espansione digitale.

Tra i canali di vendita, Nike ha evidenziato un +15% di direct sales, mentre l’e-commerce è balzato, nel periodo, del 19%. Il wholesale risulta in calo dell’1%. Quanto invece ai mercati, gli Stati Uniti (piazza di riferimento di Nike), l’area EMEA e l’Asia-Pacific hanno saputo compensare la flessione della Cina.

Dal lato della domanda, proprio la Cina sta affrontando nuovi stop per un’impennata di casi di Covid-19 e le vendite dell’azienda nella regione potrebbero rallentare anche in futuro.

Alla fine del trimestre le giacenze del marchio hanno peraltro toccato i 7,7 miliardi di dollari, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente con scorte in transito elevate generate dai tempi di consegna prolungati, a loro volta dovuti alle continue interruzioni della catena di approvvigionamento e solo parzialmente compensati dalla forte domanda dei consumatori durante i tre mesi.

Nei primi nove mesi dell’esercizio fiscale i ricavi di Nike hanno superato i 34,4 miliardi di dollari, a +7%, mentre l’utile è aumentato del 9% a 4,6 miliardi.

L’azienda di recente si è unita agli grandi player che hanno ridimensionato le proprie operazioni in Russia, alla luce del conflitto in corso in Ucraina, sospendendo le vendite online e annunciando la chiusura temporanea delle location brick-and-mortar sul territorio sovietico.

Tuttavia per l’anno fiscale in corso, Nike ha confermato le previsioni di una progressione dei ricavi intorno al 5%, quindi in linea con le stime di Wall Street, che inquadra un +5,3 per cento.