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Il prossimo 9 luglio Simone Leo affronterà la distanza di 560 km correndo no stop tra Piemonte e Valle d’Aosta partecipando al progetto di Italia Bypacking, che ha ideato il percorso con partenza dalle cantine dei Marchesi di Barolo e arrivo a Courmayeur.

Oltre al coinvolgimento dell’amico Giovanni Storti del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, che lo aspetterà all’arrivo, accanto all’ultra-maratoneta ci sarà Osprey per la fornitura dell’equipaggiamento. Uno degli elementi più importanti per questa attività sarà infatti lo zaino, e per l’avventura di Simone è stato scelto uno dei modelli più tecnici e versatili realizzati dal brand: il Talon 26.

Sarà come portarmi dietro un pezzo di casa“, dice Leo. “Lì dentro ci sarà tutto il necessario per restare sulle gambe per 7/8 giorni consecutivi. Ringrazio Laura e tutto il team di Osprey per questa bella opportunità che mi è stata concessa”

Questa filosofia di corsa estrema “by packing” è ispirata alla voglia di lanciarsi in un lungo viaggio, spesso in solitaria, da vivere in completa autosufficienza, soli con sé stessi, portando con sé tutto ciò che può servire.

La gara è stata ideata da Nico Valsesia, ciclista e campione di endurance originario di Sauze d’Oulx che con il suo “From zero to” è partito dal Golfo di Genova e ha raggiunto la vetta del Monte Bianco in poco più di 16 ore, e da Matteo Pellin, guida alpina di Courmayeur che una decina di anni fa ha pedalato da Pechino fino a casa sua alle pendici del Monte Bianco.

Per Leo, che ha all’attivo nove gare sopra i 200 km tutte concluse al primo tentativo, tra cui ricordiamo la Badwater nella Death Valley a 54°C, la Arrowhead nei ghiacci del Minnesota a – 35°C e la Spartathlon, durissima competizione che si corre da Atene a Sparta, è un esordio in una sfida senza l’assistenza personale.

“Sicuramente Simone ce la può fare, ha la testa dura e una determinazione d’acciaio che ho potuto conoscere molto da vicino quando l’ho accompagnato nella Valle della Morte qualche anno fa, se si mette in testa una cosa, la ottiene sempre”. Questo il commento di Giovanni Storti.

“I concorrenti non avranno alcun tipo di aiuto esterno, se non nelle tre basi vita”, afferma Valsesia,nessuna assistenza, nessun ristoro, niente di niente. Solo un tracker gps per conoscere in qualsiasi momento la loro posizione e la richiesta di alcuni “self point” obbligatori che ci serviranno per certificare il passaggio corretto degli atleti in alcuni punti caratteristici del tracciato”.

Tra le novità che Talon 26 di Osprey propone c’è l’utilizzo del nuovissimo schienale AirScape, stampato ad iniezione e in schiuma fustellata, con spallacci regolabili. Inoltre è stato utilizzato nylon riciclato ad alta tenacitaà certificato Bluesign con rivestimento DWR senza PFC, tecnica che permette di ridurre quasi a zero la produzione di rifiuti plastici.

Lo zaino garantisce una vestibilità leggera, ventilata e aderente, ideale per accompagnare i movimenti dinamici del corpo, soprattutto per un’impresa di questo genere.