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In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, 8 giugno 2022, adidas e Parley for the Oceans tornano a incoraggiare la comunità globale degli sportivi per trasformare i loro allenamenti in un contributo concreto all’ambiente partecipando alla Run for the Oceans 2022.

Per questa stagione, gli sportivi di tutto il mondo sono invitati a riversarsi per le strade e sui campi da tennis e da calcio per unire le forze e proteggere gli oceani dai rifiuti plastici.

Dal 23 maggio all’8 giugno, dunque, il marchio di sportswear chiamerà tutti a partecipare alla Run for the Oceans – dall’app adidas Runtastic o su Joyrun, Codoon, Yeudongquan e Strava.

La ricerca dimostra che “il mondo ha ormai raggiunto un punto di non ritorno, con gli oceani destinati a contenere più plastica che pesci da qui al 2050. Per promuovere un cambiamento reale, serve il contributo di chiunque, ovunque nel mondo e la Run for the Oceans di quest’anno punta proprio a questo: aprirsi a una più ampia gamma di discipline per riunire ancora più persone e fare la vera differenza”, si legge in una nota ufficiale.

Dal 2017, l’iniziativa ha riunito a livello mondiale più di 8,2 milioni di runner, che hanno percorso oltre 81,7 milioni di chilometri. E, dall’inizio della collaborazione nel 2015, adidas ha realizzato oltre 50 milioni di paia di scarpe nel materiale “Parley Ocean Plastic”, ricavato dai rifiuti raccolti sulle spiagge e nelle zone costiere prima che potessero contaminare gli oceani.

“Il tempo non è dalla nostra parte nella corsa per eliminare i rifiuti plastici. Ecco perché dobbiamo premere ancor di più sull’acceleratore e agire nel modo più mirato possibile. Dal momento che si tratta di un problema che riguarda un intero settore, servono soluzioni altrettanto ampie, perché la sostenibilità è un lavoro di squadra. Chiamando all’appello la comunità degli sportivi possiamo ispirare un intervento concreto contro i rifiuti plastici, assicurando ai partecipanti un’esperienza in cui le loro azioni e la loro passione per il movimento possano realmente contribuire a ripulire gli oceani. È importante che gli impegni del nostro brand riflettano la situazione che stiamo affrontando ed è per questo che abbiamo fissato l’obiettivo ambizioso di sostituire ogniqualvolta possibile il poliestere vergine con quello riciclato nei nostri prodotti entro il 2024”, afferma Katja Schreiber, vicepresidente senior della divisione Sustainability di adidas.

La label comunica la sua carbon footprint – dalle materie prime, alla lavorazione, dal packaging allo smaltimento finale – conformandosi allo standard internazionale ISO 14067.

“Sette anni fa adidas ha siglato un accordo per sostenere Parley come partner fondatore. Con questa decisione, il marchio delle tre strisce ha dimostrato il coraggio di affrontare una minaccia epica: la crisi della plastica. Da allora milioni di persone ci hanno sostenuti, con azioni concrete e acquistando i prodotti realizzati con la Parley Ocean Plastic, un materiale che abbiamo inventato internamente per finanziare le nostre iniziative. Questi prodotti sono diventati il simbolo del cambiamento, bandiere che diffondono un messaggio di ottimismo. Possiamo porre fine a questa crisi e ripulire il nostro pianeta inventando sì materiali nuovi, ma soprattutto cambiando mentalità”, dichiara Cyrill Gutsch, ceo e fondatore di Parley.