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Il 4 agosto adidas ha dichiarato che l’utile operativo è sceso del 28% nel secondo trimestre, attestandosi a 392 milioni di euro. I risultati hanno risentito della sospensione delle attività in Russia, dell’aumento dei costi della supply chain e dei lockdown per via del Covid-19 in Cina e Vietnam.

Le vendite

L’azienda tedesca di abbigliamento sportivo ha affermato che le vendite sono aumentate del 4% nel trimestre, ma l’utile netto da attività continuative è sceso a 360 milioni di euro rispetto ai 387 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

In un comunicato del mese scorso (ne abbiamo parlato qui), l’azienda aveva dichiarato che, a causa di una ripresa più lenta del previsto delle attività in Cina dall’inizio del Q3, penalizzata dalle restrizioni anti-Covid, il target utile del 2022 sarebbe stato ridotto a 1,3 miliardi (contro un dato iniziale compreso tra 1,8 e 1,9 miliardi). Inoltre, adidas aveva aggiunto che le iniziative per eliminare le scorte in eccesso nel mercato cinese avrebbero pesato sui margini nel resto dell’anno.

“I risultati di adidas nel primo semestre dell’anno fiscale 22 sono stati sorprendentemente negativi”
Darcey Jupp, analista del settore abbigliamento di GlobalData

Il commento

Gli analisti ritengono che, sebbene possa essere stata colpita in modo sproporzionato dalla crisi della catena di approvvigionamento globale, adidas non può negare che sta rapidamente perdendo terreno rispetto ai suoi concorrenti.

Mentre il marchio a tre strisce è ora in crescita del 5,3% rispetto al primo semestre dell’anno fiscale 19, la rivale Puma ha registrato un aumento del 53,7% nello stesso periodo. È chiaro che i prodotti adidas non hanno risonanza tra i consumatori, in quanto la sua collezione principale è stata poco stimolante e non ha colto le tendenze chiave, al contrario per esempio di Nike.