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Lo abbiamo già ribadito più volte nel corso degli ultimi due anni: il mondo del running, per nostra fortuna, ha visto l’arrivo di un numero notevole di nuovi praticanti. I motivi sono quelli dei quali abbiamo ampiamente trattato, con tutti gli annessi e connessi del lungo e articolato “periodo Covid”. In generale l’impatto sul nostro mercato è stato quindi, a conti fatti, decisamente positivo. Con però un importante distinguo. In un panorama complessivo favorevole, in realtà gli eventi e le gare sono state fortemente penalizzati. Prima con una quasi totale cancellazione (ricordate il fatidico 2020 praticamente con tutti gli eventi azzerati per parecchi mesi). Poi con un ritorno nel 2021 spesso decisamente timido in termini di iscritti e numeri.

Ora, nell’Anno Domini 2022, possiamo ben dire di essere tornati a pieno regime, senza praticamente alcun genere di limitazione e (parola che ora fa quasi venire l’orticaria) distanziamento. Ma, da una parte, i numeri delle gare su strada faticano in molti casi a eguagliare quelli del 2019, ultimo anno “pieno” pre-pandemia. Dall’altra la scena trail si dimostra, al contrario, in continua espansione e fa segnare spesso un sold out nelle iscrizioni, per lo meno nelle gare più blasonate e in quelle a numero chiuso. Tra queste c’è per esempio l’UTMB, alla quale abbiamo partecipato a fine agosto. Che ormai ha numeri “da maratona”, ma con il doppio, triplo o quadruplo dei chilometri e con migliaia di metri di dislivello a seconda della gara. Un evento capace di coinvolgere 5.600 atleti (estratti tra quasi 10.000 preiscrizioni) provenienti da 76 nazioni differenti.

Certo, direte voi, stiamo parlando della gara regina di questa disciplina, tra le più spettacolari, ambite e mediatiche. Ma potremmo fare tanti altri esempi parlando di eventi più nazionali o locali. La corsa sui sentieri e sulle montagne denota tutta la sua vitalità e brillantezza, rispetto a quella più canonica su asfalto che, è il caso di dirlo, deve ancora recuperare strada. Anche per questo è particolarmente interessante l’analisi sui comportamenti e le abitudini dei trail runner ad opera dell’ITRA (International Trail Running Association) che vi proponiamo nelle prossime pagine, su un campione decisamente significativo (oltre 9.514 praticanti da 104 Paesi).

La maggior parte di essi comincia ad avvicinarsi a questo sport in un’età compresa tra i 25 e i 45 anni, spinta dal desiderio di immergersi nella natura e scoprire nuovi posti. La motivazione principale rimane comunque la voglia di mantenersi in forma. Una buona notizia per gli operatori del settore è la maggior ricerca di attrezzatura specifica (con un investimento annuale tra i 200 e i 600 euro) per una corretta pratica rispetto ai podisti tradizionali, talvolta meno pretenziosi soprattutto sul fronte di accessori e abbigliamento. La maggior parte dei trail runner spende tra i 100 e i 400 euro all’anno in costi di iscrizione alle gare; più del 60% gareggia da una a sei volte all’anno, privilegiando distanze tra i 20 e gli 80 chilometri. Una fetta significativa del campione in esame (più del 40%) ha comunque già affrontato competizioni oltre i 100 chilometri. A circa la metà dei trail runner piace viaggiare all’estero per gareggiare, mentre l’altro 50% preferisce partecipare a competizioni locali.

Last but not least, come si dice: l’aspetto della sensibilità ambientale e della (ri)connessione con la natura. Aspetti sempre più attrattivi e potenti, specialmente per chi predilige correre negli spazi outdoor, per l’appunto. Un tema che è – e sarà – sempre più sentito e strategico. E che trova dunque sovente un significativo spazio sui canali di Running Magazine. Dell’importanza che la sostenibilità diventi, peraltro, un’azione collettiva ne abbiamo parlato nell’intervista di pag. 28 con Marco Guazzoni, dal 2017 sustainability director di Vibram (che ha creato un vero e proprio Green Team). Ci sono ovviamente anche altri esempi virtuosi. Ma possiamo dire che siamo solo all’inizio e i sentieri da percorrere, oltre ai metri di dislivello, sono ancora tanti. Come in un’impegnativa ma affascinante gara di trail running.

Benedetto Sironi

benedetto.sironi@sport-press.it