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Mentre gli iscritti della Acea Run Rome The Marathon del prossimo 17 marzo sono già a quota 16mila, è stato delineato un nuovo percorso ancora più scorrevole e veloce.

Alla ventinovesima edizione è stato aggiunto quindi valore tecnico: cambia direzione la partenza che sarà molto più vicino al Colosseo rispetto all’anno passato, gli atleti accederanno alle griglie di partenza da piazza Venezia e per chi userà la metropolitana per arrivare in zona la fermata sarà quella Piazza di Spagna o Barberini. Non si andrà più dai Fori Imperiali verso piazza Venezia, il tratto è interdetto a causa dei lavori che interessano la metropolitana.

Su tutto il tracciato saranno predisposti ben 16 punti ristoro e 12 punti di spugnaggio,un lavoro svolto dai circa 1500 volontari impegnati, grande nel numero e nella passione con cui svolge il compito di supportare i runner sul percorso.

Sulla linea di partenza ci saranno anche i partecipanti della staffetta solidale Acea Run4Rome e Stracittadina Fun Run, in totale attesi 40mila runner.

Confermata la partenza suddivisa in tre onde per evitare la strettoia che naturalmente si genera negli eventi di massa e permettere così a tutti di correre veloci e subito al proprio ritmo. Sul percorso, invece, è stato eliminato il falsopiano in salita del Lungotevere dell’Acqua Acetosa che costeggiava la Moschea, posto all’incirca al km 28.

Allo start gli atleti andranno quindi in direzione di Piazza Colosseo e disegneranno per la prima volta il periplo del Colosseo per poi dirigersi verso la parte sud del tracciato e di Roma. Si rientra sul percorso tradizionale in direzione della maestosa Piramide Cestia, monumento funebre inglobato nelle Mura Aureliane, delle quali divenne un bastione. Una lunga cavalcata porta in via Valco di San Paolo, tra la Ostiense e via Marconi, in prossimità del km 7 che costituisce il punto più a sud del percorso.

Da qui si prosegue verso nord, in primis il passaggio nel quartiere Testaccio per vivere lo spirito della Roma vera e popolare, si susseguiranno il Lungotevere Aventino, dove Remo e Romolo vennero raccolti dalle acque del Fiume, il Lungotevere de’ Cenci, situato tra l’Isola Tiberina e il Campidoglio e il Lungotevere dei Tebaldi, tra i più belli che faranno compagnia ai runner fino a via della Conciliazione dove ammireranno frontalmente la basilica di San Pietro nella Città del Vaticano e in seguito il colonnato posto al km 16.

Una dolce svolta a destra per trovarsi al cospetto di Castel Sant’Angelo ed il “er coridore” (in romanesco), il Passetto di Borgo, costruito per agevolare la fuga per i Papi sotto attacco. Con la bussola in direzione nord verso lo Stadio Olimpico e il Foro Italico, luoghi che hanno ospitato le Olimpiadi nel 1960. Un po’ di km veloci portano i maratoneti a transitare sul Lungotevere dell’Acqua Acetosa, punto più a nord della città interessato dalla maratona dove era anche situato il Villaggio Olimpico di Roma ’60. Il vecchio percorso avrebbe portato gli atleti ad ammirare la Moschea, posto all’incirca al km 28 dopo aver affrontato un falsopiano in salitaquest’anno eliminato.

Inizia da qui il rientro verso il traguardo, prima tappa al km 35 con Piazza del Popolo e le Chiese gemelle, solo in apparenza in quanto presentano diverse disuguaglianze, di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, volute da Papa Alessandro VII ma adibite a luogo di esecuzione di impiccagioni.

Da piazza del Popolo iniziano i 7 chilometri delle meraviglie, senz’altro i più affascinanti tra tutte le maratone del mondo, la Roma de “La  Dolce Vita”, quella che, come disse Goethe, si può comprendere solo vivendola. Si aprono agli occhi via del Corso, con la sua ricchezza di palazzi gentilizi e chiese, e via del Babuino, con la celebre fontana.

Si procede verso Piazza di Spagna, sulla scalinata della Trinità dei Monti composta da 136 gradini, ai cui piedi si trova la fontana della Barcaccia che gli atleti sfioreranno correndo. Emozioni su emozioni, ed è già Piazza Navona con la Fontana dei Quattro Fiumi e la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, da qui mancheranno tre chilometri: dopo aver costeggiato tutto il Circo Massimo e aver ammirato l’Arco di Costantino dove Abebe Bikila scrisse un capitolo nuovo per il continente africano, l’etiope fu il primo maratoneta africano a vincere una medaglia olimpica, con la sua corsa a piedi scalzi entrò nel mito.

Ultimo chilometro compiendo per la seconda volta il giro del Colosseo che saluta così il rientro dei maratoneti che vanno a conquistare un traguardo spettacolare sui Fori Imperiali.