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Tra i precursori del green nel settore running c’è sicuramente adidas che nel 2015 ha iniziato una partnership con l’organizzazione ambientalista Parley for the Oceans, producendo scarpe da running realizzate con rifiuti di plastica marina riciclata.

Un’azione tanto rivoluzionaria quanto coraggiosa, se parliamo di sei anni fa, ma sicuramente vincente. Non solo l’azienda è riuscita a coniugare l’aspetto della sostenibilità con quello della performance, ma ha cambiato per sempre, e in meglio, la sua immagine agli occhi dei consumatori, ispirando anche altri brand.

Da allora adidas ha realizzato oltre 30 milioni di paia di calzature in Parley Ocean Plastic, un materiale ricavato dai rifiuti raccolti sulle spiagge e nelle zone costiere prima di contaminare gli oceani.

L’impegno ambientale però non passa solo dalla creazione di un prodotto sostenibile, ma anche da una produzione più responsabile e da una gestione aziendale rispettosa dei codici etici, fino al sostegno di quelle realtà che ogni giorno si impegnano a salvaguardare il pianeta. Ecco perché è nata Run for the Oceans, l’iniziativa globale promossa da adidas e Parley giunta alla quarta edizione.

Quest’anno l’evento partirà il 28 maggio e avrà termine l’8 giugno, nella Giornata Mondiale degli Oceani. Durante questi 12 giorni, la comunità dei runner di tutto il mondo avrà l’opportunità di fare la differenza: per ogni chilometro percorso e registrato dall’app adidas Running (Strava/Joyrun), adidas e Parley raccoglieranno da spiagge, isole remote e litorali l’equivalente in peso di 10 bottiglie di plastica, fino un massimo di 250.000 Kg di rifiuti, rinnovando così l’impegno a ridurre i preoccupanti livelli di inquinamento che questo materiale sta causando nei mari del pianeta.

L’iniziativa, dalla sua nascita a oggi, ha coinvolto oltre 3 milioni di runner da ogni parte del globo, totalizzando 25,5 milioni di km e raccogliendo 2,5 milioni di dollari. Obiettivo: finanziare le iniziative e i programmi educativi promossi da Parley per contrastare l’inquinamento marino da plastica.

Nel 2019, 92 scuole hanno partecipato al programma: adesso sono hub educativi e punti di intercettazione della plastica per la comunità locale 70.000 bambini e le loro famiglie ne hanno preso parte. Perché la cura per l’ambiente si può perseguire attraverso una pluralità di azioni e tra queste l’educazione gioca un ruolo senz’altro decisivo.

Run For The Oceans in realtà è solo il primo step dell’iniziativa globale. Come annunciato da adidas nell’ambito della strategia “Own the Game” a marzo 2021, l’evento si svilupperà ulteriormente per creare uno spazio fisico e digitale ancora più condiviso e inclusivo. Entro il 2025, adidas punta a riunire 40 milioni di partecipanti.

Alberto Uncini Manganelli, gm Running & Credibility Sports di adidas, ha dichiarato: “In qualità sia di brand globale che di cittadini del mondo, abbiamo il dovere di fare la nostra parte per salvaguardare gli oceani e il pianeta. Dobbiamo mettere in campo le nostre piattaforme, i nostri prodotti e la nostra voce non solo per sensibilizzare il pubblico, ma anche per compiere gesti concreti. Se non facciamo qualcosa subito, fra soli 30 anni le acque della Terra conterranno più rifiuti che pesci. E l’unico modo per impedirlo è unire le forze e collaborare”.

Per aderire alla Run for the Oceans è sufficiente iscriversi e registrare le sessioni di corsa sull’app adidas Running. Per maggiori informazioni e per effettuare l’iscrizione, la pagina dedicata è: https://www.adidas.it/runfortheoceans