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Avremmo potuto usare come titolo di questo editoriale anche “Il troppo stroppia”. Oppure “Meglio non pisciare fuori dal vaso”. Insomma il concetto è chiaro e richiama anche la nota espressione “Less is more”. Pochi sapranno che è stata coniata dall’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, nato a fine ‘800, padre del razionalismo e uno dei maggiori esponenti, assieme al francese Le Corbusier, del modernismo. Con un esplicito richiamo nel puntare sull’essenziale, eliminando il superfluo. Insomma fare meno per farlo possibilmente meglio.

Un concetto che è particolarmente valido in questo periodo storico anche parlando di fiere, eventi, gare, manifestazioni, festival, kermesse e iniziative di ogni genere e target. Parliamoci chiaro: bello in linea concettuale che ci siano tanti appuntamenti in calendario e per certi versi è sempre segno di un mercato vivo e in fermento. Ma non bisogna però esagerare… e molte volte lo si fa, se consideriamo che in alcune date ci sono in sovrapposizione ormai decine di eventi, alcuni anche di una certa importanza. Poi ci si domanda perché in molte gare siano calati gli iscritti, nonostante la curva di crescita dei praticanti sia rimasta negli anni in continuo rialzo. Una sovrabbondanza che stride ancor più specialmente in un periodo di “ridimensionamento” del mercato, perlomeno se parliamo di fatturati e vendite, con la conseguente necessità di ottimizzare sforzi e risorse da parte di tutti. Ecco quindi un doveroso e condivisibile richiamo a concentrarsi possibilmente su meno appuntamenti, ma che funzionino al meglio.

Come gruppo MagNet non possiamo che concordare con questa visione. Non solo a parole, tanto che per quanto riguarda la nostra divisione outdoor e winter sport già un anno fa avevamo deciso di unire le forze con il team di Outdoortest.it, organizzatore per due anni degli Skimodays di Bormio. Risultato? Una bella e riuscita sinergia che di fatto ha portato ad accorpare nella stessa data e in unico concept i due eventi b2b invernali con la formula di esposizione & test: gli Skimodays appunto e i nostri Winter Business Days a Pontedilegno–Tonale, dei quali vi abbiamo ampiamente raccontato sulla rivista “sorella” di Running Magazine, ossia Outdoor Magazine. Oltre che a lanciare un nuovo, atteso e apprezzatissimo format dedicato allo scialpinismo rivolto al pubblico che ha avuto un grande successo, ossia il primo Skimofestival (che si è svolto a inizio marzo nella bellissima location di Santa Caterina, in provincia di Sondrio).

Ma cosa c’entra lo scialpinismo con il running? Beh, forse nulla penseranno i più superficiali. Invece molti scialpinisti sono anche corridori, in montagna o su strada. E può essere quindi molto utile e interessante conoscere da vicino le loro abitudini e preferenze in termini di allenamenti, prodotti e brand. Un elemento che conferma peraltro una tendenza ormai consolidata degli ultimi anni: il fatto che molti utenti sono ormai multisportivi e praticano varie discipline, alternandole tra loro. Mentre un tempo ci si concentrava maggiormente su un singolo sport. Per molti di loro il running costituisce un’attività fondamentale nei propri allenamenti. Così come per molti lo è il cammino, che sia in pianura, collina o montagna, lento, medio o veloce. Tanto che è stata già da alcuni anni introdotta la categoria del fast o speed hiking, con scarpe dedicate e che trovano sempre più posto tra gli scaffali dei negozi specializzati. Ma molto spesso chi cammina sceglie anche una calzatura da road running o da trail. Come conferma ancora una volta la nostra inchiesta sulla distribuzione italiana, della quale vi presentiamo nelle prossime pagine un consuntivo finale con i dati, i trend e i punti di vista emersi. Tra questi c’è un’altra considerazione sulla quale vogliamo porre l’attenzione, peraltro condivisa da molti dei negozi intervistati: “Avremmo dovuto ordinare di meno” (a proposito dell’argomento con il quale abbiamo aperto questo editoriale).

Un’ammissione che dice tanto e ovviamente coinvolge non solo i negozi, ma anche le aziende. Le quali in molti casi, forse, avrebbero potuto esse stesse gestire e contingentare meglio le vendite. In questo modo non avremmo magari evitato del tutto ma perlomeno mitigato l’eccessiva sovrabbondanza dei magazzini e le relative difficoltà di mercato che ancora oggi viviamo. Certo, lo sappiamo bene tutti: anche il settore running storicamente ha già vissuto periodi altalenanti con fluttuazioni più o meno positive. Ma la crescita vissuta nel periodo 2020-2022 è stata senz’altro unica nelle sue dimensioni e per la sua impetuosità. Per questo a maggior ragione si poteva prevedere con altri modi e tempistiche un “rimbalzo” al contrario. Ma visto che è inutile “piangere sul fatturato mancato”, che serva a tutti da lezione e che faccia riflettere chi non ha ancora capito – si parli di eventi, vendite o quant’alto – che talvolta è molto meglio… anche meno.


Benedetto Sironi
benedetto.sironi@mag-net.it