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Numerosi e interessanti i temi emersi dalle recenti inchieste e approfondimenti realizzati dalla redazione di Running Magazine. C’era, peraltro, molta attesa nel tracciare anche un bilancio del primo trimestre, dopo i dati decisamente positivi emersi a consuntivo 2021. Anche perché è proprio marzo 2022 a sancire i due anni esatti dall’inizio della pandemia, con tutte le conseguenze negative e positive che vi abbiamo puntualmente raccontato su queste pagine e sui nostri canali digital. Vediamo ora un breve riassunto aggiornato delle principali tematiche.

Innanzitutto il ruolo del negozio tecnico esce rafforzato da questo biennio: ha sicuramente incrementato il proprio ruolo come luogo dove poter ricevere supporto e consigli da personale esperto e qualificato. Potendo contare su valori aggiunti come contatto umano, conoscenza del cliente e professionalità. Del resto, se ci pensiamo, una consulenza esperta vale più di qualsiasi sconto.

Tra le note dolenti, come ben sappiamo, c’è invece quella dei ritardi di produzione e consegne. La situazione è in continua evoluzione, difficile fare previsioni su quando si tornerà alla normalità. Probabilmente non prima del 2023. C’è chi dice anche oltre. Staremo a vedere. Ma c’è anche chi riesce a trovarci degli aspetti positivi: domanda superiore all’offerta, più attenzione nell’abbassare troppo i prezzi, maggior riconoscimento di qualità e competenza, eliminazione delle rimanenze di magazzino. Dinamiche opposte, insomma, a quelle che spesso si presentavano pre-pandemia. Certo, la verità e l’equilibrio stanno molto probabilmente nel mezzo tra questi due opposti.

In ogni caso tutti questi elementi hanno reso, talvolta per forza di cose, più flessibili e dinamici i vari player del mercato. Che hanno rimodulato lanci, iniziative e campagne a seconda dei prodotti disponibili. Un insegnamento che potrebbe tornare utile anche in una condizione di normalità. Come quella verso la quale pare stia tornando il variegato mondo delle gare, tanto caro e seguito dal popolo dei runner. È innegabile che anche questo contribuirà a sostenere la domanda di prodotti tecnici. Ma non sono solo i modelli più performanti a trarne beneficio. In un contesto di crescita generalizzata, infatti, tutte le tipologie di prodotti crescono in modo abbastanza equilibrato. Perché ad aumentare sono in generale i chilometraggi percorsi.

Di corsa ma anche camminando (si stima che in Europa 12 milioni di persone abbiano iniziato negli ultimi due anni a fare stabilmente attività walking/running all’aria aperta). E qui ribadiamo il forte consolidamento del pubblico dei camminatori. Ai quali sarebbe auspicabile proporre prodotti adeguati, non solo semplicemente “comodi”. Ma con caratteristiche peculiari, come approfondiamo nell’articolo di pagina 34. Perché il gesto e le forze applicate per correre o camminare sono assai differenti.

Infine, grande attenzione ovviamente è posta sul tema della multicanalità. Oggi tutti non possono prescindere dall’essere “sul pezzo” sia nel mondo fisico che in quello digitale. Qual è dunque la sfida che tutto il mercato e in particolare il retailer del futuro deve raccogliere? La riassumiamo in tre parole, sulle quali senz’altro ci sarà modo di tornare: quella di essere sempre più esperienziale, connesso e – ça va sans dire – specializzato.

Benedetto Sironi

benedetto.sironi@sport-press.it