In questo articolo si parla di:

Scarpa, azienda italiana leader nella produzione di calzature per la montagna e per le attività outdoor, è coinvolta in prima linea nel progetto “Life Re-Shoes”, in qualità di coordinatore di un consorzio di varie realtà internazionali.

Con il fine di ridurre l’impatto globale della produzione, il progetto implementa un nuovo processo per il recupero delle calzature in pelle basato sulla dissoluzione selettiva della pelle per idrolisi.

Il liquido ottenuto verrà poi utilizzato per conciare la nuova pelle senza l’aggiunta di sostanze chimiche, mentre la parte rimanente della scarpa verrà riutilizzata separando le diverse componenti.

La suola verrà macinata e riciclata nelle suole che andranno a costituire il nuovo modello; i lacci, i tessuti di fodera e rinforzi potranno diventare le nuove solette e i rinforzi interni, con un contenuto di riciclato fino all’80%.

Ad affiancare il brand nelle diverse fasi di sviluppo del progetto Re-shoes i partner: Alma Mater Studiorum, Università Di Bologna, Sciarada Industria Conciaria, Rubber Conversion, Innovando ed EPSI – European Platform For Sports And Innovation.

La campagna di raccolta di scarpe usate del modello Mojito ha superato la soglia di 1500 paia di calzature restituite all’azienda da parte dei consumer.

Scarpa: per la tutela dell’ambiente

In questa prima fase del progetto, che durerà fino alla fine del 2024, sono coinvolti circa 250 punti vendita della rete distributiva europea di Scarpa.

L’iniziativa prevede, entro il 2026, la produzione e messa in commercio di un nuovo modello firmato Scarpa, realizzato tramite una procedura che consente di ricavare materie prime seconde dalle calzature usate e da scarti di produzione, diminuendo così lo smaltimento e l’uso di materie prime vergini.

Grazie a tale processo si punta a una riduzione, rispetto ai processi standard, del 52,4% di emissioni di gas serra, del 50% dell’impiego di sostanze chimiche, del 65% di consumo di acqua e del 54,5% di energia.