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Il negozio Pro:Cursu, poco distante da Bolzano, si inserisce in una zona lasciata senza un puro specializzato running e trail: quella del sud dell’Alto Adige. Terzo del suo genere in tutta la provincia, si distingue già dal nome e per l’approccio più moderno rispetto ai competitor

Sito nel piccolo borgo di Ora, nel sud dell’Alto Adige, a 20 km da Bolzano, Pro:Cursu è la perfetta via di mezzo che sa mettere d’accordo tutti. Il nome, in latino “Per correre”, lascia da parte qualsiasi scelta linguistica tra italiano, tedesco e inglese che avrebbe potuto scontentare le parti. E causa invece l’effetto opposto: curiosità, certo, ma anche un atteggiamento di totale comprensione. Che poi diventa il dolce sentimento di accoglienza che ha il titolare Hansjörg Pichler verso i suoi clienti. Non è quindi un caso che questi si facciano fino a 50 km per andarlo a trovare. Per ritrovare la relazione umana, anche in un negozio.

Hansjörg Pichler

Quando hai fondato il negozio e da dove proviene il suo nome?

Il negozio è stato fondato nell’ottobre 2020 e il nome significa “per correre” in latino. Ho scelto di chiamarlo così perché non volevo scontentare la clientela italiana o quella tedesca utilizzando una di queste due lingue o l’inglese. Così ho optato per il latino. E si è rivelato efficace, perché resta anche più impresso in mente.

Da dove proviene l’intenzione di aprire il negozio? Quanto ha influito il tuo percorso professionale?

Aprire un mio negozio era un sogno nel cassetto da almeno 10 anni, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo fino a tre anni fa. Il mio percorso d’altra parte ha influito nella realizzazione: come dipendente del settore outdoor ho imparato molte cose legate al mondo sportivo, e ho visto che lavorando in una certa maniera era possibile vivere il proprio negozio più o meno serenamente. E poi, correre è il mio sport preferito: cosa volere di più se non vedere la propria passione diventare una professione?

Alla luce anche della tua esperienza nel mondo sportivo, quanto ha influenzato la conoscenza dei brand che hai incontrato strada facendo nella definizione dell’offerta dello store?

Ho lavorato per molti anni per Dynafit, che mi sono poi portato anche in negozio. Questo è un rapporto speciale perché conosco bene le persone e la struttura aziendale, perciò era essenziale che fossero con me anche in questa nuova esperienza. Altri brand sono stati scelti perché mi sembravano un’ottima base di mercato che nel 2020 era importante avere. Con alcune di queste aziende però ho già interrotto i contatti e ne ho aggiunti di nuovi. Per me è importante avere un rapporto umano con i brand con cui collaboro, perché se neanche i rappresentanti sanno essere alla mano è difficile che poi si riesca a instaurare una buona relazione, o che sappiano trovare il modo di valorizzare bene il negozio.

Perché la scelta è ricaduta sul running e il trail running? Cosa ti convinceva di meno rispetto alle altre discipline che trattavi, come sci e mountainbike?

In Alto Adige il popolo è molto sportivo, ma ci sono solamente due negozi specializzati in running e trail running, e sono posizionati a est e ovest. Per questo, considerando che la bassa atesina era scoperta, ho selezionato Ora – un piccolo paese a circa 20 km da Bolzano – per aprire la mia attività, il terzo negozio dedicato a queste discipline della provincia. Ho voluto specializzarmi su un solo settore per poter essere sicuro di offrire un ampio assortimento, senza rischiare di avere troppa merce per troppe discipline diverse.

Quali sono state le sfide di aprire un nuovo negozio nella tua zona? Come sei stato accolto dalla clientela?

Certamente la cosa più difficile per me è stato aver aperto proprio durante il periodo Covid. Di fatto, appena tre settimane dopo l’inaugurazione ho già dovuto chiudere. In compenso, non ho fatto fatica con la clientela. Ho avuto un buon riscontro sin da subito, tanto che ora sto lavorando sempre di più per passaparola. Sono molto attivo sui social e anche questo aiuta molto. Per esempio, i competitor – per quanto siano negozi storici – non sono molto attivi su questi canali, quindi il più visibile risulto essere io. D’altra parte, il mondo del running e del trail running in Alto Adige è piuttosto piccolo e partecipando a molte gare è facile conoscere gli sportivi che le frequentano, ed è quindi facile formare una propria “famiglia allargata”.

Quando ha influito per te il rapporto con il territorio di Bolzano nella fondazione del negozio e nella sua configurazione attuale? Partecipi o organizzi eventi con una community?

Per me il rapporto con il territorio è molto importante, ma trovo che, anche se lo store si trova in un paesino piuttosto piccolo, riuscire a garantire un certo livello di qualità e di consulenza è la chiave per sopravvivere ovunque. E questo approccio per ora mi sta dando ragione: spesso i clienti si fanno fino a 50 km di strada per venire da me, perché conoscono il mio modo di lavorare e di offrire assistenza post-vendita. Per farmi conoscere di più in zona, comunque, sponsorizzo alcune piccole gare e tre persone con l’aiuto di due/tre aziende. Vesto interamente tutti e tre gli atleti, due trail runner e un podista, e loro in cambio mi danno visibilità sui social o corrono con una maglietta che reca “Pro:Cursu”. Devo dire che questo metodo di pubblicità mi frutta molti più clienti di quanto mi aspettassi. Inoltre, il lunedì sera organizzo una corsa di gruppo che parte dal mio negozio, a cui pian piano sta partecipando sempre più gente.

Vivendo da “dentro” il mondo dello sport di montagna, trovi che il mercato sia in grado di riflettere le esigenze del cliente?

Sì, la gente del posto ormai non compra più le pedule da montagna, ma si vuole accaparrare le ultime scarpe da trail lanciate sul mercato. Anche solo per camminare. Questo settore ha accolto un bacino di montanari e il mercato ha subito recepito la direzione in cui si sta dirigendo la clientela. Tutte le aziende più grosse, se prima non avevano calzature off-road, le stanno inserendo in maniera sempre più consistente. Parlaci dei tuoi obiettivi futuri. Se continuo così bene spero di poter assumere una persona che mi aiuti in negozio… così posso tornare a correre anche io (ride, ndr).