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SCARPA ha assunto la forma giuridica di Società Benefit, formalizzando l’unione degli obiettivi economici con la creazione di beneficio comune. La società ha così reso esplicito e ufficiale l’impegno a esercitare le proprie attività operando secondo un modello di sviluppo responsabile, sostenibile e trasparente.

Un lungo percorso

L’adozione dello status di Società Benefit è avvenuto tramite modifica statutaria e raggiunto con il supporto di NATIVA. Questa Regenerative Design Company si occupa di affiancare le aziende e le imprese per la transizione verso un paradigma rigenerativo – per contribuire a risolvere le grandi sfide ambientali e sociali del nostro tempo.
Si è trattato di un lungo percorso dedicato alla sostenibilità, da sempre parte integrante della storia e del modello di business dell’azienda di Asolo. La persona e il suo rapporto, rispettoso e autentico, con la natura e con l’ambiente montano sono da sempre uno dei focus di SCARPA. Così nascono prodotti di qualità, sicuri e altamente performanti, oltre che di lunga durata per ridurre la produzione di rifiuti immessi nell’ambiente.

Le parole di Sandro Parisotto

La sostenibilità è da sempre insita nel nostro DNA. Fin dalle origini, la nostra filosofia produttiva verte sul rispetto per l’ambiente, le persone e la comunità” ha dichiarato Sandro Parisotto, presidente di SCARPA. “Realizziamo prodotti che permettono di vivere da vicino l’ambiente naturale e la montagna, in maniera sicura e rispettosa, con un approccio sostenibile che ora è entrato anche nel nostro statuto. Diventando Società Benefit non abbiamo fatto altro che formalizzare un disegno che era già tracciato e che ora diventa un impegno preciso. Essere sostenibili oggi significa creare un nuovo modello di fare impresa, saper misurare e pianificare con rigore e trasparenza l’effetto nel breve e nel lungo periodo delle nostre attività, affiancando al piano industriale quello di sostenibilità”.

Sandro Parisotto

Diventare Società Benefit

Le Società Benefit sono state introdotte in Italia nel 2016 per identificare quelle aziende che oltre al profitto perseguono specifiche finalità di beneficio comune, con l’obiettivo di generare valore per le persone, il pianeta, le imprese e le realtà produttive del Paese. Questo impegno viene ribadito formalmente all’interno dello statuto aziendale.
L’adozione dello status di “Società Benefit” da parte di un’azienda crea una solida base il perseguimento di tale obiettivo nel lungo termine e la creazione di valore condiviso. Le Società Benefit s’impegnano a comunicare annualmente, attraverso la Relazione di Impatto, i risultati ottenuti, misurando i benefici sociali e ambientali generati con l’obiettivo di diventare un modello di riferimento.

Il “Green Manifesto”

Già tre anni fa SCARPA ha lanciato il “Green Manifesto” – impegno programmatico sui propri obiettivi sostenibili. Ha poi intrapreso la loro realizzazione attraverso la messa in atto di numerose iniziative. Dal 2020 la sede italiana utilizza esclusivamente energie rinnovabili certificate o provenienti da biomasse vegetali a basso impatto e si è dotata di impianti fotovoltaici per un ulteriore risparmio di emissioni. L’impegno concreto di SCARPA si riflette anche in iniziative tese a diminuire gli impatti dei processi produttivi, creare prodotti più durevoli nel tempo e meno inquinanti, sperimentare su materiali riciclati e certificati.

LIFE Re-Shoes

Nel mese di aprile l’azienda ha varato la prima fase di LIFE Re-Shoes, progetto che nasce allo scopo di fornire una soluzione alternativa, circolare e sostenibile per la gestione del “fine vita” delle scarpe, introducendo pratiche di riciclo come nuovo standard all’interno della filiera dell’industria del settore.


L’iniziativa, che rientra nel programma LIFE dell’Unione Europea, prevede la raccolta, in circa 250 punti vendita in Italia, Francia, Austria e Germania, di scarpe usate del modello Mojito, il più noto e diffuso, che entreranno in un sistema di riciclo virtuoso e porteranno alla realizzazione di altrettante paia di un nuovo modello che utilizzerà tra il 50 e il 70% di materiale riciclato. Obiettivo è un nuovo prodotto riciclato di alta qualità, diminuendo così lo smaltimento e l’uso di materie prime vergini e mirando ad azzerare i rifiuti post-lavorazione.
Il processo porterà a una riduzione, rispetto allo standard, del 52,4% di emissioni di gas serra, del 50% dell’impiego di sostanze chimiche, del 65% di consumo di acqua e del 54,5% di energia.