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Italia, Spagna, Francia e Svizzera sono i quattro Paesi europei che hanno sposato il progetto di SCARPATrail Youth Team”. Di questa academy sportiva per le giovani promesse della corsa off-road abbiamo parlato con Marco De Gasperi, brand manager trail running, ed Emanuele Manzi, coordinatore del progetto per il nostro Paese.

di Manuela Barbieri

Il Trail Youth Team è un progetto pensato da SCARPA per far crescere, accanto ai grandi campioni che già oggi fanno parte del team élite, le giovani promesse del trail running. È una community che si propone di promuovere i valori dello sport: i membri che ne fanno parte non solo si sfidano in competizioni di trail di alto livello, ma sono anche coinvolti in progetti sociali e ambientali promossi dall’azienda stessa. A guidare il team Italia è Emanuele Manzi, uno che il running lo conosce fin da ragazzino: a correre ha iniziato infatti a 13 anni e, dopo aver sperimentato tutti i terreni, ha capito che la corsa in montagna era proprio nel suo dna.

Intervista a Marco De Gasperi, brand manager trail running

Un requisito fondamentale è la passione per la montagna. Poi c’è l’attitudine a perseguire i propri sogni avvalendosi di un team che può dare loro degli indiscutibili vantaggi, soprattutto in termini di consigli e strategie.

I Paesi che hanno sposato il progetto per ora sono quattro: Italia, Spagna, Francia e Svizzera. Nel 2024 se ne aggiungeranno altri? Qual è il vostro obiettivo?

Il lavoro sinergico del nostro ufficio marketing con le filiali e i distributori ci permette di allineare i vari Paesi con le direttive del nostro quartier generale italiano. Alcuni progetti importanti, come il Trail Youth Team, è stato sposato già da alcuni con grande entusiasmo e confidiamo che nel futuro si possano aggiungere altre nazioni. Sicuramente per il 2024 avremo anche la Germania e la Svezia con le loro compagini giovanili. Attendiamo con fiducia anche altri Paesi, magari fuori dall’Europa.

Come vengono selezionati i membri dei team? Che caratteristiche devono avere?

Un requisito fondamentale è la passione per la montagna, quello sta alla base. I buoni risultati ottenuti sul campo ovviamente sono un altro parametro importante che valutiamo. Poi c’è l’attitudine a creare entusiasmo in un gruppo e a perseguire i propri sogni avvalendosi di un team che può dare loro degli indiscutibili vantaggi, soprattutto in termini di consigli e strategie. Ultimo aspetto, ma non per importanza, la propria presenza sui social. Non per forza bisogna essere degli influencer, anzi… Ci teniamo che i ragazzi non snaturino le proprie attitudini nell’essere dei comunicatori, ma che vengano semplicemente indirizzati su come gestire al meglio i propri account social.

In che percentuale sono presenti le quote rosa?

Normalmente dovrebbe essere per il 50%. Non sempre purtroppo è possibile reclutare le ragazze nella stessa misura in cui lo si può fare con i maschi. La categoria juniores non presenta in Italia molte giovani predisposte a questa specialità. Lo stesso problema si riflette per il gentil sesso nella categoria superiore, dove in ambito nazionale soffriamo sempre più la mancanza di talenti.

Che tipologia di percorso offrite agli atleti del Trail Youth Team?

Stiliamo un programma di cinque interessanti eventi stagionali in cui ci muoviamo tutti in gruppo per correre la gara e ne approfittiamo anche per fare dei mini raduni tutti insieme. Per l’occasione, organizziamo delle attività di foto shooting e di spiegazione di prodotto e, per dare loro un supporto, parliamo con i ragazzi dei propri piani stagionali al di fuori delle attività con il Trail Youth Team. In occasione dell’UTMB, ci siamo ritrovati anche con le altre compagini giovanili di Francia, Svizzera e Spagna, per un evento tutti insieme. Il prossimo anno cambieremo località e gara per questa “experience” che desideriamo sia un momento unico e entusiasmante per tutti loro.

Ci sono progetti ambientali e sociali in cui sono coinvolti? E in che modo lo fanno?

Stiamo lavorando a un progetto sulla sostenibilità per gli atleti, di cui il plogging, ovvero la raccolta di rifiuti mentre si corre, è una delle attività più importanti. Ne daremo ampio risalto nella comunicazione a partire dalla prossima stagione.

Intervista a Emanuele Manzi, coordinatore del progetto in Italia

I giovani rappresentano il nostro futuro. Dopo trent’anni nel mondo della corsa in montagna, per me è davvero stimolante intraprendere la carriera da allenatore. Li nutrirò con la mia esperienza.

Qual è l’età media del team italiano?

L’età media è 19 anni: puntiamo anche a un target più basso, ma abbiamo preferito avere in squadra solo atleti maggiorenni.

Quali sono i risultati più importanti ottenuti quest’anno dal Trail Youth Team italiano?

Sicuramente la vittoria di Anna Hofer alla YCC Junior&Espoir 2023, edizione femminile dell’Ultra Trail du Mont Blanc corrente. Nell’ambito delle gare dell’UTMB è stata la ciliegina sulla torta di ottimi risultati.

In quali gare la vedremo competere da qui a fine anno?

L’ultimo appuntamento di stagione sarà il “Vertical Grèste de la Mughera” di Limone sul Garda che si corre in concomitanza degli Sky master.

In cosa consiste nello specifico il ruolo di tutor?

Principalmente nel supporto in occasione delle gare e degli eventi in cui gli atleti partecipano durante l’anno come Team SCARPA. Sto cercando di trasmettere loro un po’ della mia esperienza trentennale nel mondo della corsa. Ognuno di loro ha comunque un proprio allenatore con il quale, a inizio stagione, ci interfacciamo per programmare le gare a cui vogliamo partecipare come Team Scarpa. Abbiamo voluto spaziare dal mondo della corsa in montagna con l’appuntamento di Coppa del Mondo di Malonno, per continuare con la gara più importante nel panorama trail l’Ultra Trail del Mont Blanc di Chamonix e concludere con gli Skymaster di Limone, oltre al Garda Trentino Trail e La Lavaredo Ultratrail. È stata data la possibilità di vivere da vicino tutte le sfaccettature del off-road running attuale.